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a volte….ritornano: Risotto alla Zucca

a volte….ritornano: Risotto alla Zucca
a volte….ritornano: Risotto alla Zucca
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7 mesi di silenzio sul blog..

negli ultimi 5 mesi ne sono successe tante di cose..

alcune brutte, difficili, pesanti da digerire..altre bellissime..

Mesi in cui mi si è letteralmente stravolta la vita..ma in cui ho anche provato a rialzare la testa.

Di certo ho ritrovato il sorriso e la voglia di vivere, il che non è poco..

Sono tornata a vivere nel mio paese di origine e, se all’inizio non è stato facile, poi il “paesello” è stato proprio la mia linfa vitale: le passeggiate all’alba sulla spiaggia o nel borgo medievale deserto sono state terapeutiche 😉

Ricominciare a camminare con le mie gambe non è stato affatto facile, ma farlo con il sostegno delle persone che mi vogliono bene non è stato nemmeno così difficile. Non mi sono mai sentita sola.

E’ vero che gli amici si vedono nel momento del bisogno e per me ci sono stati..e ci sono tutt’ora: persone meravigliose che non mi hanno lasciata sola un attimo, che mi hanno dato molto più di quanto meritassi.

Assorbire la prima “mazzata” non è stato facile..cancellare con un colpo di spugna 10 anni di vita è difficile, soprattutto quando non ti rendi conto della gabbia in cui vivi..

Poi però, passano i giorni, la persona che credevi di conoscere ti appare per quello che è..con tutti i suoi difetti e le sue mancanze, non la vedi più con gli “occhi dell’amore”..ma con gli occhi velati di pianto..e allora ti accorgi che non era più vita..

E non è facile nemmeno ammettere di aver fallito, di non aver capito, di non aver voluto capire..e di aver continuato a star male senza rendertene conto fino in fondo.

Ma arriva un giorno in cui non ci sono più lacrime da versare, non c’è più voglia di farsi domande che non avranno mai risposte..c’è voglia di riappropriarsi della propria vita, del proprio tempo, c’è voglia di ricominciare a dormire la notte anziché mangiare libri su libri o guardare serie tv..

E nemmeno te ne accorgi quando arriva quel giorno..succede e basta. E piano piano ricominci..

Torna la voglia di uscire, torna la voglia di ridere, di godere delle piccole cose..

Torna la voglia di stare con gli altri, di fare cose piacevoli..

Torna la voglia di andare al mare a farsi una bella nuotata o, perché no, una bella dormita sotto al sole..

Torna la voglia di chiamare mille volte al giorno tua sorella che hai stupidamente messo da parte perché..non sai nemmeno bene tu perché..

E ti torna la voglia di passare del tempo con lei, come una volta, di confidarti..di raccontarle cose che forse la sconvolgono un po’..perché sai che lei c’è e ci sarà per sempre, anche se col tuo egoismo hai rischiato di perderla..e come lei, l’uomo meraviglioso che le sta al fianco da tanti anni e che ti sopporta e ti vuol bene come ad una sorella..

Torna la voglia di tartassare di messaggi, più o meno scemi, quei due splendidi uomini che sono diventati i tuoi nipoti e tu nemmeno ti sei accorta di quando siano cresciuti così tanto..

E il magone però riprende..perché ti rendi conto di aver perso un sacco di tempo..e ora speri solo non sia troppo tardi per recuperarlo..

Quando ricominci a riprenderti un po’..se ne va per sempre una persona importante per te..una persona alla quale sei stata tanto vicina, nonostante tutto..una persona che con il suo carattere spigoloso ti faceva comunque sentire il suo affetto in tanti modi..sono 2 mesi e 1 giorno che zia ha chiuso gli occhi e a me ancora non sembra vero..ogni mattina mi aspetto di vederla passare in agenzia a fare due chiacchiere..

Ecco..questo è un dolore che non se ne andrà tanto presto..è una di quelle assenze che pesano ogni giorno di più..

E ora…siamo quasi alla fine di questo difficile 2016…e tra poco più di un mese sarò anche senza lavoro..dopo 16 anni dovrò rimboccarmi le maniche e cercare altre soluzioni..

Insomma..diverse batoste, alcune davvero brutte…ma ci sono anche cose successe per caso che mi hanno regalato momenti unici, felici, emozionanti..insomma non tutto questo 2016 è da buttare..

E, forse, mi è anche tornata la voglia di cucinare…giusto la scorsa settimana, approfittando della zucca mantovana che ci ha portato mia sorella, ho pensato di rimettermi ai fornelli per un primo:

Risotto alla Zucca

ingredienti per 2 (mangione!):

  • 180 g di riso carnaroli
  • 200 g circa di zucca mantovana tagliata a cubetti
  • brodo vegetale qb
  • sale qb
  • 1 scalogno
  • olio extravergine di oliva qb
  • 1 noce di burro
  • parmigiano grattugiato qb
  • vino bianco qb

Tritare finemente lo scalogno, farlo appassire in olio evo. Quando sarà tenero, aggiungere la zucca tagliata a dadini, bagnare con un mestolo di brodo bollente, coprire e cuocere a fiamma bassa, girando di tanto in tanto e bagnando con altro brodo se necessario, finché la zucca non sarà morbida come una crema.

A questo punto aggiungere il riso e farlo tostare bene.

Sfumare col vino bianco e portare a cottura aggiungendo brodo vegetale via via.

A termine cottura, togliere dal fuoco, aggiungere il burro e il formaggio, mantecare il tutto e servire.

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Buona giornata e…buon divertimento in cucina

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Risotto con Zucchine e Fiori

Risotto con Zucchine e Fiori
Risotto con Zucchine e Fiori

‘giorno!!!

Inutile dirvi che anche questo risotto è stato fatto almeno un paio di mesi fa 😉

ingredienti x 2:

  • 160 g di riso Carnaroli Riso Maremma
  • 1/2 cipolla bianca
  • olio extravergine di oliva
  • 1 spicchio d’aglio
  • zucchine e fiori di zucca (dell’orto di mio zio)
  • raspadura lodigiana
  • sale e pepe
  • brodo vegetale (io l’ho fatto con acqua e 1 cucchiaino del mio amato dado home made 😉 )
  • vino bianco secco

Ho messo a bollire una pentolina di acqua con il dado home made e nel frattempo ho lavato fiori e zucchine, li ho puliti e tagliati a pezzetti. Da una zucchina ho ricavato una spirale con un nuovo aggeggino 😀 per decorare il piatto 😉

Ho sbucciato e tritato grossolanamente la cipolla.

Ho fatto scaldare una padella (BergHoff per me), ho versato un goccio d’olio e le zucchine tagliate a pezzetti e, aiutandomi con qualche cucchiaio di brodo bollente, le ho portate fino a metà cottura.

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Ho cotto a vapore (nel microonde, in pochissimi minuti) la spirale di zucchina e l’ho tenuta in caldo 😉

In un tegame (per me sempre BergHoff) ho fatto rosolare la cipolla in un filo d’olio, ho poi aggiunto il riso (Riso Maremma, coltivato a poca distanza da casa mia 😉 a Principina Terra 😉 ) e l’ho lasciato tostare ben benino. Ho sfumato col vino bianco e poi ho bagnato con del brodo bollente.

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Circa a metà cottura (una decina di minuti dopo la tostatura, più o meno) ho aggiunto le zucchine e i fiori di zucca. Ho portato a cottura bagnando con poco brodo per volta.

Ho tolto dal fuoco, aggiunto abbondante raspadura lodigiana, aggiustato di sale e lasciato riposare qualche minuto.

Ho servito aggiungendo altra raspadura lodigiana, pepe di mulinello e le spirali di zucchina..

risotto

Accompagnato con un vino bianco bello freddo secondo me vi regalerà grandi emozioni 😉 soprattutto se lo fate con le zucchine dell’orto (che mio zio ancora ci porta!! 😀 )

baciotti e buona giornata!!!

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la Taieddhra…della discordia!

la Taieddhra…della discordia!
la Taieddhra…della discordia!

Oddio, via non esageriamo 🙂

Taieddhra della discordia  non è esatto 🙂

Fatto sta che questa versione è piaciuta tantissimo a mia mamma (questo mese è stata lei la mia cavia per la sfida dell’MTC, visto che l’Omo non ama i sapori di mare!)…che l’ha ripresa due volte sentenziando “è meglio, parecchio meglio, di quella con le cozze!” 🙂

a me invece il suo sapore incredibilmente delicato non mi ha convinta fino in fondo..ma si sa, io sono per i sapori decisi 😉

ma veniamo alla ricetta, con la quale partecipo all’MTC di maggio:

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la ricetta originale, di Cristian, la trovate cliccando sul suo nome 😉

TAIEDDHRA RISO, PATATE, GAMBERI E LUPINI
Ingredienti per 4 persone:

Prima di tutto mi sono dedicata ai lupini (acquistati dal mio pescivendolo di fiducia, Massimiliano) che, per chi non lo sapesse, sono vongole:

VONGOLE o LUPINI Venus gallina

Il lupino e’ un piccolo mollusco formato da due valve di forma quasi circolare, più stretta nella parte superiore ed allargata nella parte inferiore. Si nota facilmente la presenza di piccole costole concentriche con striature e linee a zig-zag di colore bruna azzurrognola. All’interno la valva è di colore bianco o giallastro e la conchiglia liscia. Il prodotto viene pescato principalmente nel Mar Adriatico da barche opportunamente attrezzate. Sebbene possa raggiungere i 5 cm, la taglia media è di 3-3.5 mm.

lupini

Per far aprire le vongole, le ho messe (dopo averle sciacquate) in una padella bella capiente, senza aggiungere altri ingredienti, ho coperto e messo su fuoco vivace. Hanno iniziato ad aprirsi, una ad una, con un “tac tac tac” continuo, che è stato musica per le mie orecchie 🙂

Dopo pochi minuti erano tutte aperte, non c’è stato bisogno di “aiutarle” con la punta di un coltello. Ho tolto i molluschi, uno ad uno, e li ho messi in una ciotola..ci vuole un pochino di tempo, ma ne vale la pena.

Una volta tolte tutte le conchiglie, ho filtrato la loro acqua e l’ho aggiunta alle vongole nella ciotola. Ho messo in frigo e mi sono dedicata ai gamberi.

Stavolta non li avevo freschi e -orrore- ho usato quelli surgelati 🙂

no vabbè, orrore no..visto che i gamberi mi piacciono molto, quando al supermercato ci sono le offerte sui surgelati, ne approfitto sempre e faccio scorta, quindi mi sembrava sciocco comprarne altri, freschi, quando ne avevo un sacchetto in freezer!

Li ho lasciati scongelare (tolti dal freezer e messi in frigo al mattino, alla sera quando mi sono messa a spadellare, erano scongelati) e poi li ho puliti ben benino, togliendo loro prima il carapace e poi l’intestino..a questo proposito, sono io che sono broccola o è più semplice estrarre l’intestino da quelli decongelati che non da quelli freschi? con i gamberi freschi devo sempre fare una piccola incisione sul dorso, altrimenti il filino mi si spezza in mille pezzetti 🙁

Ho aggiunto i gamberi alle vongole e rimesso in frigo.

Ho acceso il forno a 160°.

Mi sono poi dedicata alle verdure: ho pelato le patate e le ho tagliate a fettine sottili, così come le zucchine. Ho tagliato a pezzetti i pomodorini (ho trovato questi pomodorini oblunghi dolcissimi, una squisitezza!). Ho tagliato la parte bianca del cipollotto a fettine sottili. Ho mescolato il tutto, condito con un filo di olio (questa volta ho provato un olio siciliano, davvero molto buono, dal sapore deciso, come quelli che piacciono a me 😉 ) e ho aggiunto un pizzico di peperoncino.

Ho poi preso il riso (usando come unità di misura il bicchiere, in genere faccio così anche per i risotti), l’ho sciacquato e sono passata all’assemblaggio della mia tiella: un filo di olio sulla teglia (visto che mi ero trovata bene l’altra volta, ho replicato con la teglia in alluminio usa e getta), uno strato di verdure (circa la metà delle verdure totali), uno strato di riso ben scolato,  le foglioline del timo limoncino che sta crescendo rigoglioso sul nostro balcone, regalandoci un profumo incredibile, una manciata di pecorino appena grattugiato, i pinoli, vongole e gamberi e ho coperto con le verdure rimanenti. Ho versato l’acqua delle vongole (l’ho assaggiata e mi sembrava salata al punto giusto, a posteriori invece -per i miei gusti- avrei dovuto aggiungere un pizzico di sale, mentre per mia mamma -che mangia “sciocco”- era giusta) ed aggiunto, visto che l’acqua delle vongole era veramente pochina, tanta acqua “del sindaco” quanta ne serviva per arrivare a filo delle verdure. Un altro filo d’olio e via in forno per un’oretta circa. Ho spento il forno e lasciato ancora dentro, con lo sportello semiaperto per altri 20 minuti più o meno, mi sembrava che le verdure sopra necessitassero ancora di una “botta di calore” ma senza esagerare.

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Ce la siamo pappata (è proprio il caso di dirlo, visto che la porzione per 4 ce la siamo fatta fuori in 2 😀 ) il giorno successivo, a pranzo, a temperatura ambiente, servendola con una semplicissima C di olio evo:

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che ne pensate?

nei prossimi giorni altra versione di tiella…ma senza profumo di mare 😉

baciotti e buona domenica

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Chili, Borlotti e Trinità..

Chili, Borlotti e Trinità..
Chili, Borlotti e Trinità..

Quando ho visto il tema della sfida di aprile dell’MTC, il Chili con carne, di Anne, la prima cosa che mi è venuta in mente è stata “cowboy”…da lì il pensiero successivo: “Bud Spencer & Terence Hill” 🙂

Non ho mai amato un granché gli spaghetti-western, a dire il vero..non è il mio genere 😀 ma ripensandoci ora, da “grande”, era un bel momento da passare con i miei..

Ricordo ancora con piacere le serate di quand’ero bimba, passate in cucina a “ciondolare” pur di non andare a dormire, con i gomiti  piantati sul tavolo e le mani a cercare in qualche modo di sorreggere la testa, insieme a mamma e babbo, a guardare le scazzottate di Bud Spencer e Terence Hill 🙂

quanto mi piacevano!!! e com’era buffo Trinità 😀

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e mi è tornato in mente che, quando mangiavano, inevitabilmente i fagioli accompagnavo i pasti..ecco com’è nato il mio piatto 🙂 per la ricetta vera, vi consiglio di seguire tutte le dritte e i consigli di Anne, preziosissima!

vista la lunga cottura della carne e vista la presenza di borlotti (secchi), ho preparato il chili con carne la sera prima di portarlo in tavola 😉

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ingredienti:

  • spezzatino di maiale
  • muscolo di vitella
  • cipolline borettane
  • peperoncini secchi
  • ‘nduja
  • sale grosso

Come prima cosa ho preso i miei fidi peperoncini secchi, ho tolto i semini e li ho messi in acqua bollente (poca, sarà stata mezza tazzina di acqua bollente per 3 peperoncini) per un paio d’ore.

Una volta ben reidratati, ho versato peperoncini e acqua nel bicchiere del frullatore ad immersione, ho aggiunto 5 o 6 cipolline borettane e 1 cucchiaino di ‘nduja. Ho frullato il tutto.

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Ho tagliato a cubetti il muscolo (che fatica!!!! 😀 la prossima volta lo faccio fare al macellaio!!!) e l’ho messo in un tegame in ceramica insieme allo spezzatino di maiale. Ho aggiunto la salsa di peperoncini e cipolline e un filo d’olio. Ho mescolato bene e poi ho messo in forno a 120° per circa 3h, dando una mescolata di tanto in tanto.

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piatto da forno BergHoff

La sera stessa, mentre la cucina veniva invasa da profumi intensi e invitanti, ho messo in ammollo i borlotti secchi che poi, il mattino dopo, ho lessato semplicemente (pentola con acqua fredda, borlotti e ho lasciato cuocere a fiamma media per circa 2h).

il contorno: riso e fagioli borlotti

questo contorno è stato ispirato, come ho scritto sopra, dalle mangiate di Bud Spencer e Terence Hill, ma non solo..non c’entra niente col far west 😀

A settembre eravamo a Lisbona a gustarci una bella grigliata mista e come contorno ci portarono un piatto di riso e fagioli..delizioso!!! Che poi ho scoperto non essere un vero e proprio contorno ma un piatto unico, il arroz com feijao…comunque contorno o non contorno, volevo farlo! 😀

ingredienti:

  • fagioli borlotti lessati e poi conditi semplicemente con olio, sale e pepe di mulinello
  • riso Thaibonnet Riso Maremma (ho usato come unità di misura 1 bicchiere)
  • 1 noce di burro (+1)
  • 1 cucchiaio di olio extravergine di Oliva Il Venerabile di Batignano
  • 1/2 cipolla bianca
  • sale

Far scaldare in una padella olio e burro, aggiungere il riso e farlo tostare per qualche minuto a fiamma bella vivace. Salare e aggiungere acqua fredda (una quantità doppia rispetto al peso del riso), coprire e mettere in forno già caldo a 180° fino a che il riso avrà completamente assorbito i liquidi.

Una volta sfornato, aggiungere un’altra noce di burro e “sgranare” i chicchi di riso con una forchetta. Aggiungere i fagioli, mescolare bene, aggiustare di sale.

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la sfida del mese prevedeva anche di preparare un pane di accompagnamento…la fantasia stava a zero 😀 così ho seguito l’idea di Anne per prepare delle tortillas ma, come al mio solito, sono andata un po’…come dire…a casaccio 😀 e sono venute buonissime!!!!

ingredienti per le tortillas:

  • 400 g di farina 00
  • 1 cucchiaio di strutto
  • 1 cucchiaino di lievito per torte salate
  • sale qb
  • 200 ml circa di acqua tiepida, forse qualche cucchiaio in più

in una ciotola ho messo tutti gli ingredienti, ho mescolato prima con una forchetta, poi ho impastato a mano per farli amalgamare bene.

Ho fatto riposare per una mezz’ora la palletta di impasto ottenuta, l’ho poi divisa in due e stesa con il maccheronaio, cercando di dargli una forma più tonda possibile.

Ho fatto scaldare una padella e, senza aggiunta di grassi, ho cotto da entrambi i lati le mie tortillas.

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e, finalmente, ho servito il mio chili con riso e borlotti, accompagnandolo con un boccale di birra bionda ghiacciata 😀

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qualche pensiero post-chili:

  • carne di maiale e carne di vitella hanno cottura diverse….e, da “genia” quale sono, mica c’ho pensato 😀
    ho preso e buttato tutto dentro 🙂
    alla fine, il sapore era molto buono ma la carne di vitella era duretta e un po’ “stoppacciosa” nonostante avessi scelto il muscolo invece del magro, a differenza della carne di maiale che era deliziosamente tenera
  • l’Omo mi ha detto che ci sentiva “sapori strani”…e te pareva 😀
    in effetti l’idea di frullare le cipolline borettane con peperoncini e ‘nduja, ha regalato un sapore diverso al sughetto..a me piaceva però 😀
  • il contorno…penso che lo rifarò prestissimo: è molto ricco, quindi molto più adatto a essere servito come piatto unico ma la vita dei cowboy è dura, ci vogliono calorie e sostanze, no? 🙂 ah già…ma io non sono una cowgirl!!! e vabbè…ci penserò la prossima volta, ormai..è andata 😀

baciotti e buon 25 aprile!!!!!!!

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Affettuosa, come la Minestra: Coccolarsi a Tavola

Affettuosa, come la Minestra: Coccolarsi a Tavola
Affettuosa, come la Minestra: Coccolarsi a Tavola

Tempo fa mi sono fatta un regalino, l’ennesimo libro 🙂 questo:

lo conoscete? io ne sono rimasta incantata..ma prima ancora di leggere “senza vizi e senza sprechi”, ero rimasta affascinata dall’autore, Fabio Picchi, non uno Chef qualsiasi ma…un Cuoco Poeta..una persona che quando parla di cibo, lo fa con amore.

E nel libro non c’è un elenco di ricette fine a sé stesso, tutt’altro. Ci sono racconti della vita di Fabio Picchi, infarciti di idee su come usare gli avanzi che, regolarmente, ci ritroviamo in frigo..un modo per imparare a non sprecare, per non buttare via nulla.

Un modo per fare un salto indietro nel tempo, a quando nelle dispense c’era veramente poco e le brave massaie si inventavano piatti da leccarsi i baffi con solo un paio di ingredienti, quando -a differenza di ora- non si sprecava nulla e tutto veniva riutilizzato e riproposto a tavola.

Ad ottobre, al Salone del Gusto di Torino, avevo avuto il piacere di assaggiare, nello Spazio Lazio, diversi piatti preparati con gli avanzi e con gli scarti, tra cui anche un piatto che propone lo Chef Picchi in “Senza Vizi e Senza Sprechi”: la minestra affettuosa.

Perché “Minestra affettuosa”? E perché non farsi una coccola a tavola? Magari una sera che siete a casa da soli, ma anche no, anche se siete in dolce compagnia, in inverno e volete preparare o prepararvi un piatto semplice, di recupero, ma tanto tanto buono, che vi accarezzerà il palato, che vizierà le vostre papille gustative con semplicità..

Vi avanza in frigo una crosta di parmigiano? Perché buttarla via? Non sapete che è ricca di sapore? E che, se aggiunta al minestrone che state cuocendo, vi regalerà delle preziose note in più?

Oppure, come in questo caso, se vi state preparando una semplice minestrina (pastina o riso, acqua e burro), potreste aggiungerla nella pentola a pezzetti..perché?

Per regalarvi una coccola, appunto..

Io più della pastina amo il riso e così ho pensato di usarlo per questa dolce carezza in una fredda sera d’inverno..

ingredienti..non metto dosi e ve lo spiego in fondo il perché:

Mettete in una pentola una noce di burro e fatela sciogliere a fiamma dolce, aggiungete il riso (per 1 porzione ne ho messo un pugno), alzate la fiamma e lasciatelo tostare, aggiungete poi un po’ di acqua, giusto per non far seccare troppo il riso, una crosta di parmigiano, e -come si fa per i risotti- portate a cottura aggiungendo via via un po’ di acqua bollente. Sta a voi decidere se lasciare il riso più “lento” o più “stretto”. Io l’ho preferito a mezzo tra un risotto come si fa qui in Toscana, quindi bello asciutto, ed uno all’onda.

Quando il riso sarà ben cotto, più o meno una ventina di minuti, aggiungete una bella spolverata di parmigiano grattugiato, un’altra noce di burro e una macinata abbondante di pepe nero. Aggiustate di sale, dopo aver assaggiato però, vista la presenza di parmigiano e crosta 😉

E servite..ritroverete il sorriso, ve lo assicuro 😉

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piatto GreenGate

le mie note:

  • non ho messo dosi per questa ricetta e il motivo può sembrare banale ma non lo è: ognuno dovrà dosare a proprio piacere gli ingredienti..ci sarà chi preferisce un piatto più ricco di pizzico e quindi abbonderà con il pepe macinato al momento, chi invece preferirà aggiungere una spolverata in più di parmigiano, chi vorrà la minestra più “lunga” e quindi farà ritirare meno il brodo..insomma, lasciamoci guidare dal nostro istinto, dal nostro palato, dal nostro gusto..e godiamoci fino in fondo questa coccola 😉
  • idem dicasi per il tipo di minestra che volete: io adoro il riso, per questo l’ho usato..ma se preferite una pastina, ben venga 😉

e allora? vi ho convinto? e…se passate in una libreria o una biblioteca, fateci un pensierino e leggetevi i libri di questo grande personaggio! 🙂

sto anche facendo un pensierino per andare ad assaggiare i suoi piatti a Firenze, al suo Cibrèo… 😉

con questa ricetta partecipo al contest di Marika:

lastufaeconomica

un baciotto e buon appetito ^_^

firma

vi ricordo anche la raccolta di ricette light che ho lanciato nei giorni scorsi:

Nuova Raccolta di Ricette: ci rimettiamo in forma?

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