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Me gusta la lasagna, me gustas tu! ^_^

Me gusta la lasagna, me gustas tu! ^_^
Me gusta la lasagna, me gustas tu! ^_^
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Lasagna….senza dubbio il mio piatto preferito!

Se solo non fossero così caloriche, le mangerei a colazione, pranzo e cena ogni giorno dell’anno 😀

Le adoro!

Mi fanno impazzire a casa, al ristorante, anche all’ikea 😀

Insomma…mi piacciono a tal punto che, se non trovo di meglio (e sono fuori casa), mi “accontento” anche di quelle surgelate e riscaldate al microonde..

Ricordo ancora il primo viaggio fatto con l’Omo, pochissimo tempo che stavamo insieme (3 mesi..) e una meta incredibilmente bella: Le Cinque Terre…una sera girammo come matti alla ricerca di un ristorantino che avesse le lasagne alla bolognese 😀

Eh lo…in Liguria ci sono tanti piatti buonissimi ma quando entro in fissa con la lasagna….è la fine 😀

Amo così tanto le lasagne che per anni, canticchiando la canzone Me Gustas Tu di Manu Chao…ho cantato “me gusta la lasagna, me gustas tu” 😀 ignorando bellamente, fino al mese scorso, che in realtà è (per tutti ma non per me 😛 ) “me gusta Malasana, me gustas tu” 😀 quartiere incantevole di Madrid..del quale, inutile dirlo, mi sono innamorata…

Vabbè dai…tanto si sa che non sono del tutto normale 😀 😀 😀

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Ma torniamo alla ricetta va 😀 😀

Lo scorso 5 ottobre, quando ho scoperto il tema della sfida mensile dell’MTC, il cuore ha saltato un battito, mi sono ritrovata con un’espressione ebete stampata sulla faccia e per tutto il giorno ho canticchiato la canzone di cui sopra 🙂

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Eh si, questo mese ci sfidiamo su Sua Maestà La Lasagna!! Grazie a Sabrina, vincitrice del mese scorso!!!

Se c’è una cosa che mi piace fare e che, soprattutto, mi rilassa è la pasta fatta in casa..quando ho un po’ di tempo a disposizione per preparare la cena, mi viene spontaneo prendere le uova, la farina e mettermi sulla spianatoia a impastare..forse il fatto di esser cresciuta con una mamma che tutte le domeniche (e sottolineo TUTTE) per pranzo preparava la pasta fatta in casa, ha aiutato 🙂

Quand’ero bimba, le domeniche iniziavano tutte con il profumo del sugo di carne che bolliva piano e il rumore del maccheronaio che toccava il tavolo nello stendere la sfoglia..

Mi incantavo a guardare le mani di mamma che prima impastavano vigorosamente la sfoglia: “1 uovo a persona, Mile…e poi la farina che serve” 🙂 e poi dopo un breve riposo, armata di mattarello, iniziava a stendere quella palletta che da piccina diventava sempre più grande e sempre più sottile..ovale, per adattarla al tavolo di cucina e semplicemente perfetta..non le ho mai visto tirare una sfoglia che non fosse un ovale perfetto, senza buchini (nonostante le unghie lunghe), senza imperfezioni..e poi la portava in camera, sul suo letto, sopra una tovaglia, coperta da un asciughino, per farla riposare ancora un po’ prima di tagliarla.

E quand’era pronta, la tagliava a seconda di come serviva per quel pranzo.

Negli ultimi anni non la fa tanto spesso…la domenica non siamo più tutti insieme a pranzo e il Caballero, che reclama la pasta fatta in casa, non c’è più..quindi si limita a farla per tutti noi quando ci ritroviamo a Natale o a Pasqua, regalandoci sempre il suo tempo e il suo amore per le cose fatte per bene ^_^

Le lasagne vere e proprie in casa nostra non si sono mai fatte…mamma è marchigiana, lei fa i vincisgrassi 🙂 e poi, non è affatto un’amante della besciamella perché “sa troppo di latte” (che a lei non piace)..quindi ne  mette sempre poca..non per questo mi tiro indietro quando si presenta con una teglia di pasta al forno 😀 😀 mica voglio che si offenda!!

In giro si leggono tantissime versioni di lasagne, tanti abbinamenti nuovi, golosi, invitanti ma…per me la lasagna è soltanto quella classica: sfoglia, besciamella e sugo di carne 🙂 l’unica aggiunta che faccio sempre è un po’ di formaggio grattugiato, niente di più niente di meno 🙂

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Lasagna al Forno

ingredienti per una teglia da 6:

per la sfoglia:

  • 125 g di farina 0 (+ quella che serve per la spianatoia)
  • 75 g di semola di grano duro
  • 2 uova

per il sugo di carne (quando lo faccio, ne preparo in abbondanza 🙂 ):

  • 1,5 kg di macinato di bovino
  • 1/2 cipolla
  • 1 carota piccola
  • 1/2 costola di sedano
  • 1 bicchiere di vino rosso
  • passata di pomodoro (1 bottiglia più o meno)
  • 2 cucchiai abbondanti di concentrato di pomodoro
  • olio
  • sale, pepe qb
  • acqua qb

per la besciamella:

  • 50 g burro
  • 50 g di farina
  • 500 ml di latte
  • sale
  • noce moscata

e poi:

Per prima cosa ho preparato il sugo, i primi tempi della convivenza lo facevo veloce, in poco più di un’ora, perché mamma così mi aveva insegnato poi, per cercare di accontentare i palato dell’Omo, l’ho modificato leggermente la ricetta seguendo alcuni consigli della sua mamma e ho allungato i tempi di cottura…diciamo che 3 ore mi ci vogliono tutte per un buon sugo 🙂

il sugo:

Tritare la cipolla, il sedano e la carota, metterli in una casseruola con un po’ di olio e farli cuocere per qualche minuto. Aggiungere poi il macinato, farlo rosolare bene mescolandolo per evitare che si attacchi. Quando sarà ben rosolato versare il vino rosso e lasciarlo evaporare. Una volta evaporato il vino, aggiungere la passata di pomodoro e il concentrato di pomodoro. Aggiungere a questo punto un po’ di acqua (io ne metto un bicchiere e, se serve, ne aggiungo poca per volta fino a fine cottura), abbassare la fiamma, aggiustare di sale, pepare, coprire e far cuocere per un paio d’ore (anche di più 😉 ), mescolando di tanto in tanto.

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la sfoglia:

mentre il sugo arrivava a fine cottura, mi sono dedicata alla sfoglia..

Riporto le parole di Sabrina, che spiega alla perfezione come fare: Mettere sul tagliere le farine a fontana con al centro le uova e gli spinaci precedentemente lavati, cotti al vapore e strizzati bene della loro acqua. Siccome le farine non assorbono mai allo stesso modo i liquidi e in questo caso ci sono anche gli spinaci, tre etti ci vogliono ma ne tengo ancora a portata di mano per aggiungerla all’occorrenza mentre impasto.
Lavorare molto bene ed energicamente l’impasto fino ad amalgamare completamente gli spinaci e fino a quando non diventa liscio, aggiungendo, se necessario, della farina.
Farlo riposare coperto con una ciotola per una mezz’ora.
Riprendere l’impasto e stenderlo sottile con il matterello.
Impugnare il matterello tenendo le mani vicine e facendo pressione con il pollice e il palmo appena sotto. Partire dal cento e ruotare spesso la sfoglia. Man mano che cresce la ruoto arrotolandola sul matterello. I fianchi devo ondeggiare. Per farla tonda, far scorrere le mani su e giù per il matterello.

Mentre la sfoglia riposava (e si asciugava),sono passata allo step successivo..

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sfoglia

la besciamella:

mettere in un tegame il burro a pezzetti, farlo fondere a fiamma bassa e poi aggiungere la farina, mescolando in modo da non far venire grumi, farla tostare ben benino, poi aggiungere il latte tutto in una volta, far raggiungere il bollore, poi abbassare la fiamma e far cuocere coperto per una ventina di minuti girando di tanto in tanto, spegnere il fuoco, salare e aggiungere noce moscata.

besciamella

Bene…ci siamo 🙂

Ho messo su una pentola d’acqua nella quale ho aggiunto qualche goccia d’olio (con la pasta fresca lo faccio sempre, per evitare di rischiare che la pasta si attacchi).

Ho tagliato la sfoglia a quadrettoni (più o meno regolari) e quando l’acqua era a bollore ho iniziato a cuocerla: lascio la pasta nell’acqua bollente quel tanto che basta a vederla tornare in superficie, dopodiché la scolo e la poggio su un vassoio coperto da un canovaccio di cotone pulito.

Una volta lessati tutti i quadrati di sfoglia passo all’assemblaggio vero e proprio: verso un cucchiaio di sugo ed uno di besciamella sul fondo della pirofila, li mescolo un po’ insieme e li stendo per “sporcare” tutto il fondo. Copro con uno strato di pasta, condisco ancora con sugo&besciamella, sempre mescolandoli un po’ tra loro, una spolverata di formaggio grattugiato e poi ricomincio: pasta, sugo&besciamella e via così fino a terminare gli ingredienti. Il formaggio grattugiato lo metto uno strato si ed uno no.

Infine, sull’ultimo strato: dose generosa di sugo e besciamella, sempre un po’ pasticciati 🙂 e ancora formaggio.

assemblaggio

Inforno a 200° per circa 15 minuti e poco prima di servire, metto il grill per avere un po’ di crosticina 😉

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piatto GreenGate

Come già scritto in altre ricette pubblicate sul blog, il “successo” o meno di un piatto lo decreta il bis dell’Omo 😀 fatto anche stavolta!!!!!! ^_^

baciotti a tutti e…buon appetito!!!!

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INSALATA DA TIFFANY: PERCHE’ QUESTO E’ PIÙ BELLO!

INSALATA DA TIFFANY: PERCHE’ QUESTO E’ PIÙ BELLO!
INSALATA DA TIFFANY: PERCHE’ QUESTO E’ PIÙ BELLO!

Ci siamo! 🙂

Qualche mese fa è “nato” il primo libro di questa splendida realtà che è l’MTC ed oggi…

ecco a voi, il secondo perché….QUESTO E’ PIU’ BELLO!!! 😀

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vi abbiamo tartassato negli ultimi giorni sui social network con le foto dei divi e di film famosi 😀

ecco, giusto per rinfrescarvi la memoria…

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ed ecco qualche info sul nostro bellissimo libro:

insalata da Tiffany

 le insalate come non le avete mai viste 😉

Casa editrice: Sagep editori
Collana: i libri dell’mtc
Fotografie: Paolo Picciotto
Illustrazioni: Mai Esteve
Impaginazione: Barbara Ottonello
Editor: Fabrizio Fazzari
Prezzo 18 euro

in vendita in tutte le librerie, sul sito di Sagep Editori e su Amazon, IBS 😀

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41 ricette di “insalate da Tiffany
53 “pezzi facili”, vale a dire insalate nel senso più classico del termine
emulsioni stabili e instabili
aceti
olii
sali aromatizzati
citronette
vinaigrette
maionesi
e tutto quanto serve per condire l’insalata in modo da renderla originale e sempre diversa 😉

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Acquistando una copia di Insalata da Tiffany, contribuirai alla creazione di borse di studio per i ragazzi di

Piazza dei Mestieri
http://www.piazzadeimestieri.it/

un progetto rivolto ai giovani oggetto della dispersione scolastica e che si propone di insegnare loro gli antichi mestieri di un tempo, in uno spazio che ricrea l’atmosfera di una vecchia piazza, con le botteghe di una volta- dal ciabattino, al sarto, al mastro birraio e, ovviamente, anche al cuoco.

La Piazza dei Mestieri si ispira dichiaratamente a ricreare il clima delle piazze di una volta, dove persone, arti e mestieri si incontravano e, con un processo di osmosi culturale, si trasferivano vicendevolmente conoscenze e abilità: la centralità del progetto è ovviamente rivolta ai ragazzi che trovano in questa Piazza un punto di aggregazione che fonde i contenuti educativi con uno sguardo positivo e fiducioso nei confronti della  realtà, derivato proprio dall’apprendimento al lavoro, dal modo di usare il proprio tempo libero alla valorizzazione dei propri talenti anche attraverso l’introduzione all’arte, alla musica e al gusto.

curiosi? 🙂

spero proprio di si!

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un bacione a tuttiiiiiii 😀

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Crescioni Golosi e Cuori di Piadina

Crescioni Golosi e Cuori di Piadina
Crescioni Golosi e Cuori di Piadina

Eccomi ancora qui, con altre due proposte per l’MTC di questo mese 🙂

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la ricetta di Tiziana del blog L’Ombelico di Venereve lo dico, mi ha conquistata! anzi..ci ha conquistati! Eh si, perché anche il brontolone del mio amore ha apprezzato molto!! E quindi, cara Tiziana, sappilo…ti penseremo tanto da ora in poi 😀 ogni scusa sarà buona per impastare e risolvere così, con il gusto del fatto a mano, le nostre cene a ore assurde per via del lavoro.. ^_^

Stavolta, al posto delle piadine ho provato i crescioninon mini come li suggeriva Tiziana, anzi.. 😉

Per l’impasto vi rimando al post di Tiziana perché, con le sue dritte e i suoi consigli..non si può sbagliare! 😉

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Megacrescioni Golosi I – pomodoro, mozzarella e origano

  • pomodori belli maturi
  • mozzarella fiordilatte
  • origano (ho usato il mio…seccato dallo scorso anno 😉 )
  • sale

Banalissimo davvero: si affetta il tutto, si stende il crescione sottile (ho usato palline di circa 140 g di impasto e vengono belli ciccioni..), si farcisce metà crescione, si chiude a mezzaluna, sigillando i bordi e si cuoce in una padella (meglio sarebbe il testo..) da entrambi i lati e poi anche in verticale, per far cuocere ben benino l’impasto.

Megacrescioni Golosi II – mortadella, mozzarella e melanzane sott’olio

  • mortadella
  • mozzarella fiordilatte
  • melanzane sott’olio (comprate, quindi mi sa che è fuori concorso..)

Ancor più banale dell’altro: fetta di mortadella col pistacchio, bella profumata, mozzarella e una cascata di melanzanine sott’olio, si chiude, si sigillano i bordi e via in padella.

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ne ho fatta anche una terza versione, per l’Omo: speck e brie….la sua farcitura preferita 😉

L’ideale sarebbe tagliare con un po’ di anticipo i pomodori e la mozzarella e lasciarli sopra alla carta assorbente per far perdere un po’ di acqua…ma ero di fretta 😀 e infatti si vede…i crescioni sono un po’ umidini.. 😀

e poi…visto che ero in modalità ultraromantica e visto che mi avanzava un po’ di impasto..ho deciso di fare dei cuoricini di piadina:

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Cuor di Piadina:

  • mini piadine a forma di cuore
  • crema di pecorino sardo
  • salame di asino

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tessuti GreenGate

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baciottoni!

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3 in 1: serata piadine e birra!

3 in 1: serata piadine e birra!
3 in 1: serata piadine e birra!

Ciaooooooo 🙂

eccomi puntuale per l’appuntamento con l’MTC 😀

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inutile dirvi che, anche questo mese, ho esultato al vedere la ricetta della sfida…vero? 😀

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Tiziana del blog L’Ombelico di Venere, vincitrice del mese scorso, ci propone la Piadina Romagnola

amo le piadine da tempo immemore…anche se quelle vere, romagnole, non le ho mai mangiate..ricordo però, durante una “scappata” dai parenti marchigiani, facemmo con mamma, babbo, mia sorella e mio cognato, una piccola puntatina a San Marino e fu lì che assaggiai la mia prima piadina…avrò avuto 7 o 8 anni…

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ehm…già allora ero piuttosto maschiaccio, eh 😀

vabbè…veniamo alla ricetta, va 😉
Ecco tutte le dritte di Tiziana:

PIADINA ROMAGNOLA

ingredienti per 6 piadine:

  • 500 g di farina 00
  • 125 g di acqua
  • 125 g di latte parzialmente scremato fresco
  • 100 g di strutto
  • 15 g di lievito per torte salate
  • 10 g di sale fine
  • 1 pizzico di bicarbonato di sodio

Fate scaldare al microonde il latte e l’acqua per pochi secondi in modo che siano tiepidi. Lasciate ammorbidire lo strutto mezz’ora circa fuori dal frigorifero. Su di un tagliere disponete la farina e fate un buco al centro con la mano. All’interno mettete lo strutto a pezzetti con il lievito, il bicarbonato e il sale, schiacciatelo con la forchetta per ammorbidirlo, aggiungete l’acqua e il latte. La consistenza inizialmente potrebbe essere un pochino appiccicosa e la pasta si attaccherà al tagliere ma impastando per una decina di minuti, cambierà staccandosi e diventando molto morbida e liscia. Se il liquido è troppo poco si sfalda e risulta un po’ dura. Mettete l’impasto in una ciotola e coprite con la pellicola per alimenti. Lasciate riposare 48 ore al fresco, massimo 20°C, se fosse più caldo potete lasciare riposare la pasta in frigorifero e metterla a temperatura ambiente 2 ore prima dell’uso. La pasta ottenuta sarà circa 850 grammi, dividetela in 6 pezzi da 140 grammi circa e formate delle palline, lasciatele riposare almeno mezz’ora. Infarinate appena il tagliere e disponetevi una pallina d’impasto, schiacciatela con la punta delle dita, stendete la piadina con il mattarello girandola spesso in modo che rimanga rotonda. Avrà un diametro di circa 20 centimetri e uno spessore di 0,5 centimetri. Scaldate il testo o l’apposita teglia di terracotta, su un fornello a doppia fiamma, con sotto uno spargifiamma. Se non avete nessuna di queste teglie utilizzate una padella antiaderente piuttosto larga. La temperatura non dovrà essere troppo alta altrimenti la piadina si brucia fuori e rimane cruda all’interno, ma nemmeno troppo bassa. Potete fare una prova con un piccolo pezzetto di pasta per regolare la giusta temperatura. Cuocete pochi minuti per lato, controllate sempre alzando la piadina con una paletta. Disponete le piadine una sull’altra in modo che rimangano calde mentre le cuocete.

L’impasto può essere preparato con l’impastatrice, viene benissimo, basterà mettere tutti gli ingredienti assieme  e lavorarli con il gancio impastatore per 7/8 minuti fin quando il composto risulterà omogeneo

Volevo provare a farle per giovedì sera..quindi avrei dovuto impastarle il martedì sera…tutto pronto, sto per iniziare ma…mi manca lo strutto!!!

Quindi, tutto rimandato al mercoledì sera…le mie piadine hanno avuto un tempo di riposo di 24 ore ma erano davvero buonissime! 😀

Tanto che…ho già ripreparato l’impasto 😉

Per l’impasto mi sono fatta aiutare dalla mia planetaria, compagna inseparabile da qualche anno, che non tradisce mai 😉

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poi, ho diviso l’impasto in pallette da 140 g (pricisi pricisi 😀 ) e le ho stese col maccheronaio…mi è venuta anche una settima piadinina ina ina 😀 :

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non ho il testo, ho ripiegato su una padella antiaderente bella grandicella:

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e qui…il patatrac: mi sono incantata a guardare quelle bolle così ciccione, che nascevano una dopo l’altra, sempre più grosse…e fotografa qui e fotografa là…sono riuscita a bruciare la prima piadina 😀

ma veniamo alle farciture…per prima quella che mi è piaciuta di più:

Piadina con Lardo di Cinta Senese, Pecorino Sardo e Zucchini Trifolati

  • 1 piadina
  • 2 fettine di lardo di Cinta Senese
  • Pecorino sardo media stagionatura
  • Zucchine Trifolate (zucchine, aglio, olio extravergine di oliva, sale e peperoncino)

Le zucchine vanno, ovviamente, fatte prima 😉

Si lavano ben benino le zucchine (dell’orto di zio 😉 che son più buone), si tagliano a rondelle con la mandolina (o comunque a rondelle sottili con un coltello…fate come vi pare 😀 ), si mette in una padella dell’olio con uno spicchio d’aglio in camicia, non appena l’olio si sarà ben insaporito, si aggiungono le zucchine, si copre con un coperchio, fiamma media. Si girano di tanto in tanto, nel giro di circa 15/20 minuti saranno pronte: belle tenere, così tenere che appena vedranno il mestolino si taglieranno da sole 😀 si aggiunge un pizzico di sale, un pizzico di peperoncino in polvere e son pronte!

Si cuoce la piadina da entrambi i lati, si farcisce una metà: una fettina di lardo, una bella grattugiata di pecorino (non fate come me…che mi sono grattugiata anche il mignolo :roll:  ), le zucchine (abbondiamo pure..), altra fettina di lardo e una generosa grattugiata di pecorino, si chiude la piadina e con il suo calore si scioglieranno leggermente il lardo e il pecorino..

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Piadina con Prosciutto Cotto e Caciotta Fresca 

  • 1 piadina
  • 3/4 fette di prosciutto cotto
  • caciotta fresca
  • pepe di mulinello

Questa è velocissima…basta avere l’accortezza di tagliare a fettine la caciotta in modo tale da averla pronta non appena la piadina sarà cotta e poi si farcisce 😉

Piadina con Salamella Piccante e Crescenza

  • 1 piadina
  • una decina di rondelline di salamella piccante
  • 100 g di crescenza

Si cuoce la piadina da un lato, si gira per farla cuocere anche dall’altro lato e nel frattempo si spalma sopra a metà piadina la crescenza, con il calore si stenderà in un attimo. Si aggiungono sopra le rondelle di salamella, si chiude e si serve 😉

Una serata calda (troppo..purtroppo…), cenetta a due in terrazza…tris di piadine e birra ghiacciata…si stava come ragni pinoli! 😀

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baciotti e buona domenica!!

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il babà è una cosa seria!

il babà è una cosa seria!
il babà è una cosa seria!

riecchime…soltanto per l’appuntamento con l’MTC…oh, non riesco a far di meglio! mi riprenderò, però…vero?!?!?!?

e intanto ci provo..linkandovi questo video 😀

E si ‘a vita amara se fa 
Si addolcisce cu nu babà 
Il babà è una cosa seria 
Cu ‘o babà nun se pazzea 
è una cura che fa bene 
‘O babà nun po’ ingannà 
Il babà è come il ciucciotto 
La coperta di Linus 
Se cercate un antistress 
Accattateve ‘o babà 

e confermo tutto: il babà è un antistress 🙂 ed è una cosa seria!

tanto che il mio, primissimo babà della mia vita, non è che sia venuto poi tanto bene…ma ai nostri amici, Fra e Ludo, è piaciuto (mica l’avrete detto solo per farmi contenta, no!??!? perché rischiate di rimangiarlo 😀 )..all’Omo vabbè..lasciamo perdere 😀 mi ha detto “il babà lo mangio solo se me lo trovo davanti e talmente imbevuto di rum che si sente solo quello!” e questo aveva la bagna analcolica 😀

ma come faccio a restarci male? 🙂 quando se ne esce con queste frasi mi fa morir dal ridere..e lo amo ancora di più per la schiettezza! 😀

ma torniamo alla sfida va…che siamo alle ultime ore..e, dalla stanchezza che ho addosso, rischio di appisolarmi qui sulla tastiera..

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la ricetta, divinamente spiegata, soprattutto nei passaggi più difficili è di Antonietta, vincitrice della sfida del mese passato..seguendola alla lettera (e tartassando Antonietta per ore nel giorno in cui ho babbato), sono riuscita (nonostante le foto…ORIBBBBBILI come al solito) a non far troppi danni 😉

vi faccio il copia-incolla (in blu) del post di Anto, visto che non ho cambiato una virgola:

Ingredienti

  • 300 g di farina bio tipo 0 Manitoba
  • 3 uova cat a grandi
  • 100 g di burro
  • 100 g di latte
  • 25 g di zucchero
  • 10 g di lievito di birra
  • ½ cucchiaino di sale fino

Lievitino:

Sciogliere il lievito di birra con 50 g di latte tiepido e 1 cucchiaino di zucchero e impastarli con 70 g di farina, tutti presi dal totale degli ingredienti. Lasciar lievitare fino al raddoppio, coprendo la ciotola con un telo inumidito.

Primo impasto:

Versare in una ciotola il resto della farina (230 g), fare la fontana, versarci il lievitino e le tre uova. Impastare schiacciando ripetutamente nella mano l’impasto per amalgamare le uova e aggiungere un cucchiaio alla volta di latte per ammorbidirlo un po’, man mano che se ne senta la necessità, facendo attenzione a non renderlo molle; poi impastare energicamente, sbattendolo verso la ciotola per una decina di minuti. Coprire e lasciar lievitare per 80/90 minuti e comunque fino al raddoppio.

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Secondo impasto:
In una ciotolina lavorare il burro a pomata, impastandolo con il restante zucchero (20 g) e il sale. Aggiungerlo al primo impasto  una cucchiaiata alla volta facendo  assorbire bene  prima di aggiungere  la successiva. Lavorare per 5 minuti nella ciotola, poi ribaltare l’impasto su un piano da lavoro e iniziare a lavorare energicamente piegandolo e sbattendolo più volte per 15/20 minuti. Qui bisogna avere tenacia e resistenza perché questa è quella fase in cui è possibile ottenere un babà spugnoso e morbido, capace di assorbire e trattenere la bagna.

Quando inizierà a staccarsi dalle mani e piegandolo manterrà una forma tondeggiante, senza collassare e vedremo l’accennarsi di bolle d’aria il nostro impasto è pronto.

Per poterlo sistemare agevolmente nello stampo preventivamente imburrato, staccare dalla massa dei pezzi di pasta schiacciandoli con pollice e indice, come volessimo strozzarli, ottenendo così 6 palline.

Una volta completato il giro, con l’indice  sigillare gli spazi tra una pallina e l’altra, coprire con un telo umido e lasciar lievitare in forno spento con luce accesa per 2 ore, fino a triplicare di volume.

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Accendere il forno  a 220°, raggiunta la temperatura infornare, abbassare a 200° e cuocere per 25 minuti.

Dopo circa 10 minuti di cottura coprire con un foglio di alluminio, per evitare che la superficie scurisca.

A cottura ultimata lasciar intiepidire per 15 minuti e capovolgere il babà possibilmente in una ciotola larga e bassa.

Fin qui non ho cambiato una virgola, mi sono affidata totalmente ai consigli di Antonietta e ne sono ben contenta 😉

Mentre il babà si cuoceva, mi sono dedicata alla bagna (seguendo le dritte di Anto) e alla crema per accompagnarlo..crema che è piaciuta tantissimo anche all’Omo 😉 riempendomi d’orgoglio, ovviamente! 😀

E’ una delle prime ricette che ho imparato a fare tanti e tanti anni fa, ricetta di una mia zia..poi adottata anche da mamma, in questo caso ho aggiunto un tocco alcolico 😉

Crema…alla crema di Limoncello

ingredienti:

  • 500 ml di latte intero
  • 125 g di zucchero
  • 50 g di farina 00
  • 1 uovo intero + 1 tuorlo
  • 1 bicchierino di crema di limoncello

Si comincia a freddo: rompere le uova in un tegame con il fondo spesso e sbatterle con lo zucchero, aggiungere il latte a filo continuando a sbattere. Aggiungere poi la farina setacciata sempre continuando a sbattere il composto con la frusta per evitare che si formino i grumi. A questo punto mettere sul fuoco, a fiamma bassa, continuando a girare. Quando inizia a bollire, togliere dal fuoco. Farla raffreddare ed aggiungere il bicchierino di crema di limoncello.

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La Bagna (di Antonietta)

  • 1 l di acqua
  • 400 g di zucchero
  • 1 limone

Versare l’acqua in una pentola, aggiungere lo zucchero e la scorza di limone, evitando accuratamente la parte bianca e lasciar sobbollire per 10 minuti.

Spegnere, lasciar intiepidire, passarlo attraverso un colino a maglie strette e versare sul babà ancora tiepido. Ogni 15/20 minuti, aiutandosi con un mestolino, raccogliere lo sciroppo sul fondo del babà e irrorarlo di nuovo. Continuare così finché non si presenta ben inzuppato e tratterrà lo sciroppo più a lungo, cedendolo sempre più lentamente. Adagiarlo su un piatto da portata, facendolo scivolare con molta attenzione. 

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una giornata quasi intera per fare il mio babà..tante ore di attesa per le varie lievitazioni..non semplice (per me) non sbirciare e lasciare che il babà lievitasse coi suoi tempi..sono curiosa…e ansiosa..in modo particolare coi lievitati..

l’unico lievitato che ormai non mi preoccupa più è la pizza..sono anni che la faccio tutte le settimane e ora vado tranquilla 🙂 è l’unica ricetta che faccio ad occhi chiusi..

ma per tutti gli altri lievitati (tanto di più se sono dolci) devo combattere con la voglia (tremenda) di alzare lo strofinaccio e sbirciare..rischiando così di far collassare ogni bendidio!!! 😀

ma stavolta, ho fatto la brava..distraendomi con altro (a breve sull’altro blogghino vedrete cosa ho sfornato 😉 )

e, dopo ore di lavoro, ecco cosa ho sfornato:

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la prima cosa che mi ha sorpreso è stato il peso del babà: una piuma..era leggerissimo.. 🙂

Per il resto, sono andata sul sicuro:

  • le uova sono quelle vere..regalo di Edi e Giulio, amici castiglionesi, uova delle loro galline che si godono un angolo della campagna maremmana..
  • la crema di limoncello è opera di Luigi, il mio cognatino..una vera meraviglia che ha conquistato tutti in famiglia! e la bottiglia che ha regalato a me e Luca la teniamo come fosse oro..non possiamo sprecarlo!!!
  • le fragole che ho usato per la decorazione sono di mia zia Agnese 🙂

ed eccolo in tutta la sua bruttezza tutto il suo splendore:

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e..più da vicino..

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qualche nota..il lievitino l’ho fatto in una ciotolina, aiutandomi con una forchetta per mescolare bene..poi sono passata alla planetaria per il primo impasto. Dopo la lievitazione ho deciso di rispolverare la tecnica di impasto a mano che ho imparato anni fa al corso di Adriano e Paoletta..non è stato semplice, perché nei primi minuti ho temuto di vedere l’impasto volare in terra…ma poi piano piano c’ho ripreso un po’ la mano e, aiutandomi anche con le mie fide spatole (che uso anche per l’impasto della pizza), sono riuscita piano pianino (con tanta pazienza) a dare “corpo” all’impasto che, infatti, in fase di ultima lievitazione e cottura, non mi ha tradito 🙂

morbido era morbido…tanto tanto tanto, aiutatemi a dir tanto!!! 🙂

bagnato lo era…anche se, a dire il vero, avrei dovuto bagnarlo di più, come si può notare anche dalla foto della fetta…mi sono fermata con la bagna perché, in tutta sincerità, mi sembrava che non ne assorbisse più..e invece..vabbè, sarà per la prossima volta 😉

vi dirò di più…a me è anche piaciuto tanto! 🙂 era leggero, goloso, insomma nonostante non fosse perfetto…l’ho amato da subito, da prima ancora che andasse in forno..

ecco…ora che mi sono lodata da sola posso anche salutarvi 😀

no, dai..a parte le mie solite bischerate: so benissimo che è ben lungi dall’essere perfetto ma sono comunque soddisfatta, non era una sfida semplice, era una ricetta che non avevo mai provato prima e sentire quell’effetto spugna sotto alle dita mentre lo portavo alla bocca, mi ha gasato da morire 😀

non me lo aspettavo!!!!! perché..il babà è una cosa seria!!!!!!!

tanti baci e…buonanotte 😉

firma

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