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Il Duchesco: una chicca nel Parco della Maremma

Il Duchesco: una chicca nel Parco della Maremma
Il Duchesco: una chicca nel Parco della Maremma
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Finalmente, dopo tanto mi sono decisa a scrivere un post tutto dedicato ad una delle chicche che abbiamo in Maremma:

per conoscere la storia dell’Agriturismo il Duchesco, vi invito a cliccare sul logo qui sopra 😉

perché..io preferisco lasciar parlare le foto fatte nelle tante “capatine” da Fabio&Cristina…

un bicchiere di Ciliegiolo e…passa tutto 😉

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tagliere di salumi e formaggi della nostra terra, con una marmellata di cipolle che vi stregherà 😉

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tagliata con erbe aromatiche…una delle meraviglie che mi sono gustata per il mio compleanno ^_^

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qui si va sul classico: tagliata con rucola e parmigiano:

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le cipolline….mamma mia… ^_^

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e poi..mattonella golosissima per finire in bellezza…

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o pannacotta?

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 se conoscete il posto, saprete bene che non è facile scegliere tra tutti i piatti presenti sul menu..perché sono uno più buono dell’altro, perché mentre voi siete lì a leggere il menu e a chiedere delucidazioni su questo o quel piatto a Fabio, nel tavolo accanto verrà servita una pietanza che, con il suo profumo inebriante, vi farà voltare la testa e…non capirete più nulla 😀

Dalle foto qui sopra avrete forse notato che non c’è neanche un primo..li fanno, ve lo assicuro…e meritano tanto ma..noi siamo più “cicciai” e andiamo dritti al secondo 😉

Quindi, sui primi piatti, non sono molto preparata..dovrò rimediare… 😀

Sui secondi, oltre alla tagliata (che come si può ben intuire è senza dubbi il mio piatto preferito) vi consiglio lo stracotto al ciliegiolo: vi lascerà senza parole tanto è gustoso, tenero, con un sughetto che invita alla scarpetta! E le vostre papille gustative impazziranno di gioia..se poi lo gustate con le patate al forno (o, perché no, le cipolline in agrodolce..) che ve lo dico a fà? 😀

E non fatevi scappare il pane..vi dico soltanto pane panda..sperando di trovarlo la prossima volta che andremo: una delizia con un mix di cereali..

Se aggiungete, all’ottima cucina, l’angolo di paradiso in cui Il Duchesco si trova, il Parco della Maremma, capirete che è una tappa obbligata 🙂

Il tutto accompagnato da un buon vino e dalla gentilezza, la professionalità e la simpatia di Fabio, Cristina e il loro staff.

Per noi è un punto fermo.

Se abbiamo amici che vengono a trovarci, sappiamo di fare bella figura.

Se c’è un’occasione speciale, sappiamo di farci un regalo speciale..

Tante sono state le “scuse” che ci hanno portato all’Alberese 😉

a partire da un pranzo con i nostri cari amici Connie e Mauricio:

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al mio compleanno..non potevo scegliere di meglio!

alla festa della mamma..insomma, ogni scusa è buona! ^_^

e voi? che state aspettando?

un baciotto

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diamo il via alla nuova stagione!

diamo il via alla nuova stagione!
diamo il via alla nuova stagione!

ciao!!!

dopo tanto finalmente riesco a mostrarvi, piena di orgoglio, alcuni scatti del nostro balcone!

eh si, dopo tanto cercare ispirazione su pinterest e rubacchiare idee alle riviste dedicate alla casa….ho finalmente il mio tanto sospirato angolino relax!

eh, l’angolino relax in estate, per me è indispensabile: non sono una grande amante dell’estate..sarà perché non sopporto il caldo o perché esco al mattino presto e fino a tarda sera non rientro a casa ma…non è una stagione che mi va molto a genio, quindi cerco di inventarmele di tutti i colori per amarla almeno un po’! 🙂 da qui è nato quest’anno il desiderio di un angolo colorato, fiorito e profumato tutto per noi…

poco spazio studiato e organizzato al meglio, con tutti i miei must have dell’estate:

lanterne, romantiche e coloratissime candele, rigorosamente alla citronella, per salvare la mia dolce metà dalle fauci della zanzare 😀

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una tovaglietta trasparente (ma con tanti dandelions…ma quanto sono belli???) che lascia trasparire gli washi tape con i quali ho cercato di ravvivare questo vecchio tavolinetto in resina che ha visto tempi migliori 😉

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fiori…che non mancano mai a casa nostra ^_^

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ed eccolo qui il nostro angolino relax:

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e, ditemi un po’, cosa c’è di meglio per rilassarsi, di un aperitivo casalingo e goloso da gustare in dolce compagnia sul terrazzo? 😉

un goloso aperi-cena per due

* spritz ghiacciato (2 parti di aperol, 3 parti di prosecco e 1 parte di seltz o acqua frizzante, una fettina di limone -meglio sarebbe l’arancia ma ho voluto usare uno dei miei limoni 😉 – e ghiaccio): le bollicine non possono mancare 😉

* qualche pistacchio

* involtini di zucchine grigliate ripiene di ricotta e pomodorini (del mio orto sul balcone, of course 😉 )

* bocconcini di pomodorini con tonno e ricotta

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come si preparano gli involtini? semplicissimo: basta lavare bene le zucchine (per un apericena per due, basta una zucchina), tagliarle a fettine di circa 5 millimetri (per il lungo), passarle per qualche attimo sulla piastra ben calda (e sulla quale avremo aggiunto un po’ di sale grosso per evitare che le verdure si attacchino al fondo 😉 ), girarle e farle cuocere appena su entrambi i lati. Metterle poi a freddare. In una ciotola mescoliamo ora la ricotta (io sono andata su un prodotto della mia bella Maremma: la ricotta del Caseificio di Sorano), un pizzico di sale, pepe di mulinello, qualche pomodorino appena colto, lavato e tagliato a dadini. Non appena le zucchine saranno a temperatura ambiente, le avvolgiamo su se stesse e riempiamo con un paio di cucchiaini di composto alla ricotta.

E i bocconcini? anche questi semplicissimi (ma non meno golosi): laviamo i pomodorini, li tagliamo a metà e li svuotiamo leggermente, frulliamo il tonno (a me piace di più quello in olio extravergine di oliva ma, se preferite, va benissimo anche al naturale 😉 ) con la ricotta fresca, riempiamo i pomodorini e il gioco è fatto!

una tovaglietta colorata e piena di cuoricini, cucita da mamma, (adoro la tovaglietta trasparente ma per mangiare sono ancora fedele alla tovaglia di stoffa 😀 ), una gerbera (quest’anno la gerbera sul balcone della cucina mi sta regalando tantissime soddisfazioni!!) e via a tavola!

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e allora? vi piace l’idea?

se cercate ulteriore ispirazione, provate a dare un’occhiata sul sito di Dalani nel quale troverete, seguendo il link, un’intera sezione dedicata ai must have dell’estate!

e per voi? quali sono i must have dell’estate? aspetto i vostri suggerimenti!!!

baciotti e buon…apericena 😀

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Piazze d’Europa a Castiglione della Pescaia!

Piazze d’Europa a Castiglione della Pescaia!
Piazze d’Europa a Castiglione della Pescaia!

Si lo so, arrivo “dopo i fòchi”, come si dice qui 🙂

ma voglio lo stesso mostrarvi alcune foto che ho scattato durante questa bella manifestazione che si è svolta a Castiglione della Pescaia, il mio paese natale, dal 7 al 9 giugno scorsi: Piazze d’Europa.

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Un modo per vedere da vicino altre culture, per assaporare gusti diversi dai nostri, per ritrovare sapori conosciuti durante un viaggio..

Un modo per fare una passeggiata, per stare in mezzo alla gente..una cosa normale, no? e piacevole, no?

no…o almeno, non sempre e non per tutti..

oggi voglio condividere con chi mi legge una parte di me..che a volte ancora fa capolino..

per me fino a pochi anni fa sarebbe stato impossibile godermi una fiera, un concerto..o qualsiasi altra cosa che prevedesse stare fuori in mezzo ad altre persone..

ho sofferto per anni di attacchi di panico, non riuscivo più a fare una passeggiata in mezzo alla gente..non riuscivo più a stare in mezzo alla gente..mi mancava l’aria, stavo male..fisicamente e non solo..dal nervoso che avevo addosso, mi graffiavo sulle braccia ma ne rendevo conto soltanto dopo, quando sentivo il bruciore dei graffi..

Un periodo lungo, molto lungo, troppo lungo.

Sono stata schiava delle mie paure per anni.

Per anni sono uscita di casa soltanto per andare in ufficio..e poi tornavo a casa..e passavo le ore a ricamare. E ho conosciuto tante splendide ragazze, amanti come me del punto croce, in rete..l’unico modo che avevo per fare amicizie in quel periodo, visto che non mettevo il naso fuori, se non ero costretta..

Non ho avuto una vita per tanti anni.

Per paura di star male, me ne stavo rintanata tra quattro mura: casa o lavoro..

Mi sentivo a mio agio e, quindi stavo meglio, solo in un posto: Venezia..motivo per cui mi sono rifugiata in quella splendida città, la mia città del cuore, tante e tante volte anche da sola. Per sentirmi libera di passeggiare senza sentirmi oppressa dalla paura.

Non so perché Venezia mi facesse quest’effetto ma poco a poco, grazie alle lunghe passeggiate per le sue calli, alla scoperta di tanti angoli nascosti, scoperti per caso o grazie ad un amico veneziano scrittore, ho iniziato a convincermi che era arrivato il momento di fare qualcosa, qualcosa per me, qualcosa per ricominciare a star bene.

E’ stato un percorso lungo e per niente semplice.

Ho dovuto prima di tutto superare la mia fobia dello psichiatra..eh si..sono stata in cura da uno psichiatra per diverso tempo, per 4 anni..mi sentivo un’idiota ad andar da lui..mi sentivo malata..e in effetti, lo ero..e andar da lui è stato indispensabile..ma l’ho capito solo molto tempo dopo.

Mi ha curata, il Dr. M.

Mi ha curata con degli antidepressivi..blandi, diceva lui..ma sempre antidepressivi erano.

Mi ha aiutata anche a superare i miei sbalzi d’umore..che tanto mi facevano stare male e tanto mi facevano vergognare quando ero in mezzo alla gente.

Mi ha aiutata con dei medicinali..per ristabilizzare il livello della serotonina..

Ad un certo punto mi ha detto “Milena, per lei non posso fare altro: deve parlare con uno psicologo”..e lì, nel 2007 con i lavori di ristrutturazione della nostra casa in corso e con il progetto di andare a convivere, sono ricrollata nel baratro.

Come uno psicologo? Ma non sto meglio? Non sono malata!

Questo continuavo a pensare..ma poi, grazie anche all’amore e alla pazienza dell’Omo, alla nostra vita insieme appena iniziata, ho deciso..con lo stomaco in subbuglio e la testa in confusione, ho chiamato la ASL di Grosseto e ho preso un appuntamento con una psicologa.

Il primo appuntamento me lo ricordo come fosse ieri: la dottoressa non mi piacque..le squillava di continuo il telefono, entravano i suoi colleghi..insomma fu un’interruzione continua..non 1 ora per poterle parlare di me liberamente ma un racconto a intermittenza..brutto davvero brutto..

Ma non potevo mollare.

Lo dovevo a me, prima di tutto. Ma lo dovevo a chi mi voleva bene e mi aveva sopportata e supportata fino a quel momento.

E così ho continuato.

Per fortuna però, dalla seconda seduta ho incontrato una persona stupenda, la Dott.ssa C.: una gran donna, di una sensibilità unica, che con dolcezza e attenzione mi ascoltava, domandava, mi lasciava sfogare. All’inizio non è stato facile lasciarmi andare, non mi è mai piaciuto parlare di me, ma poi è venuto naturale.

Dopo poche sedute, ho iniziato una terapia in gruppo, sempre sotto il controllo della Dott.ssa C. e del Dott. R.: eravamo un gruppo di persone, con problemi simili..anche lì non semplice mettere a nudo le proprie paure, i propri problemi, i propri dubbi. Ma poi, ognuno a modo nostro, siamo riusciti a dire qualcosa, a tirar fuori quel qualcosa che tanto ci faceva male e ci faceva sentire “strani”..

Per me questi incontri, in gruppo e individuali, sono stati una vera manna dal cielo, il modo per rinascere, per ricominciare a vivere.

Ho lasciato il gruppo alla fine dell’estate del 2010, dopo i mesi tremendi della malattia di babbo, dopo la sua scomparsa, dopo tutto il dolore che ci è piombato addosso.

Ne sono uscita nel momento in cui forse ne avrei avuto più bisogno. Ma, non so come, è stato proprio il momento in cui ho reagito.

Ho rivisto qualche volta la Dott.ssa C. e ogni volta ne sono uscita con un sorriso, con la sicurezza in me che ho ritrovato, con la voglia di mettermi in gioco, con la voglia di dirle GRAZIE.

Per anni non ho più avuto un attacco di panico, sono riuscita a gestire le mie emozioni, la mia ansia (che comunque c’è, non è magicamente sparita), ho iniziato a godermi di più le piccole cose.

Ma, poco più di un mese fa, in un momento particolarmente difficile sul lavoro, ho avuto un nuovo attacco di panico..è stato orrendo, mi mancava l’aria, non riuscivo a respirare, ho iniziato a sudare sempre più copiosamente. Stavo guidando mentre mi è successo..è stato tremendo.

Per fortuna ero al telefono con il mio compagno, che mi ha detto le parole giuste, ha cercato di farmi calmare, di farmi respirare. Già..respirare, un gesto talmente normale che non ci pensiamo mai, ci viene spontaneo..ma a me durante gli attacchi di panico non riusciva più..

Mi sono fermata e piano piano, grazie anche agli esercizi di training autogeno, imparati sempre grazie alla Dott.ssa C., sono riuscita a ritrovare un po’ di calma e a tornare a casa.

E’ stato un momento, ma è stato brutto.

Non ero sola: Luca sa cosa ho passato, l’ha passato anche lui con me, e chiamarlo in quel momento era l’unica cosa che sapevo mi avrebbe fatta star meglio.

Perché ve ne ho parlato? Perché penso che in tanti ne soffrano ma preferiscono non parlarne..

Invece è un problema risolvibile, con pazienza, tempo e le giuste cure..

Senza questo percorso, io non ne sarei uscita.

Senza le persone che mi sono state vicine, non ne sarei uscita.

E non mi sarei potuta godere una passeggiata, in una giornata di sole, nel mio bel paese, in mezzo alla gente, a ridere e scherzare con i produttori, a bere un boccale di birra artigianale appena spillata, a sgranocchiare un tarallo, a gustarmi un wurstel con crauti e patate..

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questo il mio bottino: una bottiglia di birra, la Belva Bionda, e una gelatina di birra, entrambi  del Birrificio San Zeno, un condimento ultra piccante della Puglia, la Fontina d’alpeggio..e poi sono arrivati i grani di senape e la noce moscata..e una bottiglia della nostra amata Staropramen, birra praghese..

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buon inizio di settimana a tutti ^_^

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Te la do io la mia cucina: Luisanna Messeri a “La Terra di Nello”

Te la do io la mia cucina: Luisanna Messeri a “La Terra di Nello”
Te la do io la mia cucina: Luisanna Messeri a “La Terra di Nello”

Tardo pomeriggio di giugno…in quel di Castiglione della Pescaia, il mio splendido paese natale..

Temperature piacevoli, qualche zanzara di troppo (ma la Maremma..senza zanzare, non si può avere 😉 ), una location davvero incantevole: La Terra di Nello, un menu da leccarsi i baffi e un’ospite unica: Luisanna Messeri, che ha presentato il suo ultimo libro “Te la do io la mia cucina“.

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Evento organizzato insieme a Monica, spumeggiante titolare della Libreria Palomar di Grosseto che sta deliziando noi maremmani con incontri uno più interessante (e goloso) dell’altro 😉

Devo aggiungere altro?

Si..devo ma, soprattutto, ci tengo! 🙂

Partiamo dalla location: La Terra di Nello, un’Osteria Rurale appena fuori Castiglione, nella nostra bella campagna, in mezzo alla natura: olivi in ogni dove, un bel prato, immersa nel verde e nella tranquillità..

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un ambiente dove trovare un’allegra serenità casereccia, dove a compensare le nostre eventuali mancanze vi sia una ospitalità genuina e cordiale” così recita la presentazione sul loro sito internet. E non c’è niente di più vero.

Non c’ero mai stata prima d’ora e sono arrivata un po’ intimidita (strano, eh!! 😀 ) ma nel giro di 5 minuti mi sono sentita a mio agio: l’accoglienza del padrone di casa, Gianni, è unica. Gentile, sorridente, disponibile, ti fa sentire davvero a casa.

Rossella e Manuela, non sono semplici cameriere: servono ai tavoli, insieme a Gianni, ma non si limitano a questo, ti coccolano, ti fanno sentire un cliente ospite speciale, non ti lasciano mai solo, ti consigliano, ti parlano di ciò che stai per assaporare, conoscono bene il loro lavoro e conoscono bene le materie prime che vengono combinate tra loro nei piatti proposti ai nostri palati.

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Abbiamo fatto impazzire Rossella (nella foto qui sopra insieme a me, che conosco da una vita e che..da bimbe poco sopportavo, perché…mi rubava sempre l’altalena ai giochini!!!! 😀 ) io e mia mamma che mi ha accompagnata, a chiederle che spezie e che erbe aromatiche fossero state usate, così profumate e che si sposavano così bene con le varie pietanze che abbiamo avuto la fortuna di assaporare. E abbiamo scoperto l’erba luigia, che non conoscevamo e che accompagnava il dessert, chiamata anche verbena odorosa erba limoncina cedrina.

Manuela poi è sommelier diplomata all’AIS di Roma e, per quanto io non sia un’intenditrice di vini (anzi..son proprio una capra in materia!), è riuscita ad usare le giuste parole per far apprezzare anche a me le mille sfumature degli ottimi vini dell’azienda vinicola Casavyc, che abbiamo degustato,

Alessia Morabito, la Chef, è veramente Brava, con la B maiuscola. Prepara dei piatti, aiutata dalla brigata della cucina, che ti lasciano senza parole, che colpiscono prima l’occhio -l’attenzione per i dettagli è a tutto tondo alla Terra di Nello- per poi incantarti con gli incredibili profumi che emanano e, al primo boccone, ti conquistano definitivamente, per farti capitolare e far impazzire di gioia le tue papille gustative.

Appena arriviamo ci viene offerto un aperitivo di benvenuto: crostini di pane tostato con una crema di lardo, ottenuta cuocendo sottovuoto la guancia del maiale, tritata e speziata, a bassa temperatura..il tutto accompagnato dall’ultimo nato di Casavyc: Vedorosa, “una vera novità che  si apprezza alla vista per il suo delicato ed inedito colore rosa buccia di cipolla e  si assapora al palato, grazie alle sue note intense di fiori e di fragoline di bosco. Molto equilibrato ed elegante, è un vino prodotto in purezza, con il 100% di uve grenache  a polpa chiara, di cui si  imbottigliano  ogni anno 4000/5000 bottiglie.” (testo preso da qui).

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Ed è in questo momento che finalmente posso stringere la mano alla regina della serata: Luisanna Messeri, che seguo da tanto tempo e che apprezzo, oltre che per le sue ricette, per il suo modo di essere: schietta, diretta, vera, una Toscana Verace.

E non resto delusa: Luisanna è proprio così, una persona alla mano, disponibile, sorridente, sempre pronta alla battuta, con gli occhi che le brillano quando ci parla di olio toscano, del Suo olio toscano. Si è dedicata a tutti i presenti con la stessa attenzione che ti dedica un’amica, una “di casa”. Insomma, ha coccolato tutti con una risata, una parola, una dedica speciale sul suo libro.

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Si continua tra una chiacchiera e l’altra, tra una dedica e una fotografia, fino ad accomodarci ai nostri tavoli, nella parte interna dell’Osteria: piccoli spazi studiati con attenzione, pareti dai colori caldi, toscani, con piccole nicchie piene di bottiglie e libri, luci delicate, candele ad ingentilire ancor di più la tavola..

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Luisanna e Claudio Mollo, giornalista enogastronomico, ci regalano qualche parola sul libro ma soprattutto sull’importanza degli ingredienti e poi si comincia questo percorso del gusto che, anche a distanza di alcuni giorni, continua a far vibrare di piacere il mio palato.

Pappa al Pomodoro di Luisanna, Millefoglie di cecina e patè di fegatini, abbinati al “Morellino di Casavyc

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Raviolini di faraona e mele su guazzetto di pomodori pachino e basilico, abbinati al “Temerario”, Pinot nero in purezza
non appena ho letto “mele”..mi sono preoccupata, non amo i sapori “strani”, gli abbinamenti dolce/salato troppo particolari non mi fanno impazzire. Ma al primo boccone, mi sono ricreduta: la mela si sposava perfettamente con la sua delicata dolcezza al ripieno di faraona, saporito e bello deciso:

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Porchetta di maialino da latte con “zuppa Vivarelli” in tortino, abbinato all’“Up and Down”, Syrah, Grenache, Mourvedre
la zuppa Vivarelli: crostini di pane, bagnati nel brodo, cipolla, formaggio, passati al forno..ve lo devo dire? una goduria!!!! pura e semplice!

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Tortino di riso con gelato alle spezie toscane
il tortino di riso è l’unica cosa che non ho finito..l’ho assaggiato ma, ahimé, i dolci di riso proprio non mi piacciono! 🙂 spero che Luisanna ed Alessia non me ne vorranno 😀
il gelato, invece, era così profumato, così buono..peccato sia finito subito! 😀

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sotto, da sinistra: Morellino, Temerario e Up&Down..il Temerario mi ha incantato..ma l’Up&Down me lo sarei portato a casa da quanto mi è piaciuto! 😉

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Serata bella ricca sotto tanti aspetti, belle persone conosciute e belle persone ritrovate, gusti nuovi e meno nuovi assaporati con piacere..davvero una gran serata!

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Un grazie di cuore a tutti: Luisanna, Monica, Gianni, Rossella, Manuela e a Donna Carmela, mia mamma..e ora….non vedo l’ora di provare qualche ricetta di Luisanna 😉

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I Cantucci

I Cantucci
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Un dolcino tipico toscano, abbastanza semplice da preparare e che…creerà dipendenza, una volta assaggiato 🙂

e ve lo dico io che fino a 20 giorni fa non li amavo!! 🙂

li ho preparati insieme ai compagni del corso di cucina maremmana, li ho assaggiati inzuppandoli nel vin santo e….che spettacolo!!!

Da biscotti dalla consistenza dura, croccante, una volta inzuppati diventano una meraviglia, il sapore del vin santo gli regala quel tocco in più 😉 credetemi!

ingredienti:

  • 400 g di mandorle non pelate
  • 5 uova
  • 500 g di farina
  • 450 g di zucchero
  • 1 cucchiaino di lievito per dolci

Mettere in una ciotola gli ingredienti in quest’ordine: mandorle, zucchero, uova, lievito e per ultima la farina.

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Mescolare bene il tutto, magari con un cucchiaio di legno e non con le mani perché sarà piuttosto “appiccicoso”.. 😉

L’impasto risulterà morbidissimo…e questo è ciò che permette a questi biscotti di avere la consistenza dei cantucci di Prato ma che a contatto con un liquido, il vin santo appunto, diventino morbidi come i frollini!

Spolverare un po’ di farina sulla superficie dell’impasto e metterlo sulla spianatoia infarinata.

Tagliare delle strisce di impasto e infarinandole leggermente, spostarle su una teglia coperta di carta forno.

Spennellare la superficie con dell’uovo sbattuto con un po’ di acqua.

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Infornare a 180°/200° per circa 30 minuti, volendo anche qualcosina di più..dipende dai forni..

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Una volta cotti, sfornarli e tagliarli. Lasciarli raffreddare senza rimettere in forno (ma anche no…leggete più in basso, tra le note, e capirete perché 😉 ).

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ed eccoli confezionati pronti per essere regalati a Natale 🙂

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le mie note:

  • li ho fatti 3 volte per esser sicura di non fare figuracce con amici e parenti che li riceveranno 😉 .
    La prima volta li ho fatti cuocere poco, mi sembrava che prendessero troppo colore in superficie e li ho tolti dal forno a 25 minuti di cottura….ho toppato, visto che sono rimasti morbidi anche una volta freddi…insomma una sorta di pappetta :-/
    La seconda volta li ho fatti cuocere 30 minuti, toccandoli con un dito per cercare di capire se la cottura fosse o meno giusta…sono venuti niente male 😉
    La terza volta, ieri, ho deciso di fare di testa mia 🙂 e te pareva? e, una volta tagliati, li ho messi di nuovo in forno, spento ma ancora caldo. Per una decina di minuti più o meno…bene la consistenza secondo me è quella giusta, ora 😉
  • lo zucchero sembra tanto ma ci vuole tutto…450 g su 500 g di farina sono parecchi ma vi assicuro che non sono stucchevoli! anzi!
    io in genere sto lontana dai dolci alle mandorle proprio perché li sento eccessivamente dolci, in questo caso invece sono rimasta conquistata dal sapore che hanno!
  • volendo, si possono aggiungere all’impasto anche le gocce di cioccolato o le spezie, tipo cannella, pepe o ciò che più vi aggrada 🙂

che ne pensate?

aspetto i vostri commenti!!!!

buona giornata (altro giorno a casa…in ferie “forzate”)…

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