Tag Archives: contest

Cheesecake…semi light con marmellata di Ribes Nero!

Cheesecake…semi light con marmellata di Ribes Nero!
Cheesecake…semi light con marmellata di Ribes Nero!
Pin It

Buongiorno! 🙂 e buona domenica!!!

Tornati dalle vacanze? Oggi spero che vi rilassiate un po’…io sto contando i giorni che mancano alle ferie 😀 😀 quindi, ogni giorno che passa è più bello del precedente, ovvio no? 😀 😀 😀

Oggi vi propongo il dolcino semilight che ho preparato per la cena di compleanno del mio nipotone Simone, 20 anni fatti lo scorso 3 settembre..

Semilight perché è più forte di me: non riesco a concepire un dolce light 😀 😀 un dolce..è un dolce… 😀 😀 ok, non mi mandate a quel paese! 😉

passiamo alla ricetta, che è meglio ^_^

10649663_10204842901580612_1949228928303798718_n

Cheesecake Semilight con Marmellata al Ribes Nero

  • 600 g di philadelphia light
  • 200 g di panna fresca
  • 100 g di zucchero
  • 3 uova medie
  • 200 g di biscotti al cioccolato (ho usato questi..un buon abbinamento a mio avviso 😀 )
  • 70 g di burro fuso
  • 2 cucchiai di maizena o fecola di patate
  • 200 g di marmellata di Ribes Nero Rigoni di Asiago

Come prima cosa, imburriamo uno stampo a cerniera (diametro 26..ma se volete un cheesecake più alto, è meglio sceglierlo più piccolo 😉 ), foderiamo con della carta da forno sia il fondo che i bordi e mettiamo lo stampo a freddare in frigo.

Accendiamo il forno a 200°.

Tritiamo i biscotti fino ad ottenere solo briciole, versiamo in una ciotola e aggiungiamo il burro fuso, mescoliamo bene. Versiamo il composto nello stampo e, aiutandoci con un cucchiaio, livelliamo il tutto e compattiamo bene. Rimettiamo lo stampo in frigo.

In una ciotola mettiamo il philadelphia e lo zucchero, montiamo con le fruste elettriche fino ad avere un composto bello morbido, aggiungiamo la panna e continuiamo a montare. Uniamo le uova e infine la fecola (o maizena) setacciata.

Versiamo la crema sopra al composto di biscotti.

10671373_10204842904340681_2961139383487805451_n

Inforniamo a 200° per 10 minuti, nel ripiano centrale del forno, dopodiché abbassiamo a 150° e lasciamo cuocere 45/50 minuti, a me ne sono bastati 45.

Sforniamo e lasciamo raffreddare bene.

Mettiamo in frigo fino al momento di servire: meglio è, a mio avviso, preparare la cheesecake con 1 giorno di anticipo, è decisamente più buona 😉

Poco prima di servire, aggiungere la marmellata di ribes nero.

10435414_10204842904100675_2981162623604935977_n

10636155_10204842903660664_2621307689882860514_n

 

con questa cheesecake partecipo al contest organizzato da Rigoni di Asiago:

Post-233x300

10346112_10204842901220603_1887084998608650027_n

che ne dite? 🙂 a noi è piaciuto tanto e ha fatto il fumo, nonostante l’ottima e abbondante cena preparata da mia mamma (spaghetti con le vongole, sautè di cozze, calamari fritti, acciughine fritte) e gli altri dolci (torta gelato e torta di mele) 🙂

baciotti  e ancora buona domenica!

firma

Pin It

oltre la cucina….

oltre la cucina….
oltre la cucina….

chi mi conosce, sa quanto io non sia capace di starmene con le mani in mano..

è più forte di me: star buona, in totale relax ad oziare..non fa per me 😀

e così, mi “parte un treno” ogni 10 secondi 🙂

idee su idee, tecniche nuove e vecchie..

da quasi 20 anni ricamo a punto croce, di tanto in tanto recupero le tele di lino e le mie amate matassine di moulinée (in un impeto di shopping anni fa mi regalai l’intera gamma di colori…qualcuno sa quanto sia immensa….) e metto qualche crocetta..

e poi mi capita di sfogliare una delle riviste di Hardanger (o, meglio ancora, il libro meraviglioso acquistato anni fa a Parigi, su consiglio dell’Omo 😉 ) e..mi torna voglia di combinar qualcosa:

lo scorso anno poi, ho scoperto una tecnica nuova, il chiacchierino, grazie alle ispirazioni continue date da Silvia, una ragazza dalle mani d’oro che mi ha tentata giorno dopo giorno, fino a farmi cedere:

  

ma mica è finita…..nei mesi scorsi, a novembre mi sono regalata una bella giornata a Firenze, con mia mamma, alla Florence Creativity e…ho scoperto ancora un’altra tecnica…o meglio..un mondo, il mondo Sizzix! 😀

tornata a casa ho iniziato a chiedere lumi ad Elena e Vania,  esperte di tutto ciò che ha a che fare con la Sizzix (ma non solo) e ragazze dalle mani d’oro…mi hanno girato vari links e studiando, cercando, sono “caduta” sul sito di Loredana nel quale ho trovato ancora info sulla Big Shot e sulle fustelle…..e mi sono decisa: nel giro di una settimana mi sono regalata la Big Shot e varie fustelle e ho iniziato a divertirmi….

e poi qualche pensierino per Natale..

  

e poi…ho iniziato a divertirmi coi dischi orario fatti a mano:

  

  

  

e poi…i portachiavi:

  Camera 360

un po’ di packaging 😉

 

e tante altre cosine:

     

tutto questo per dirvi che, con grandissimo piacere, Partecipo al Contest “Sizzix Big Shot” di LUNAdei Creativi! In regalo: Fustelle, Card e Timbri! Per info qui: http://lunadeicreativi.com/blog/contest-sizzix-big-shot:

Banner_300x250_Contest_Big_Shot_Sizzix_LUNAdei Creativi

e voi? che aspettate?!?!? 🙂

baciotti a tutti

firma

Un Picio al Cucchiaio..

Un Picio al Cucchiaio..
Un Picio al Cucchiaio..

In questo mese di PICIO-FOLLIA, l’ultima versione (per la gioia di Patty) che vi propongo è, a mio avviso, golosissima: I pici ai fegatini di pollo.

banner mtc gennaio 2013

Anni e anni fa, in quel di Siena, avevo assaggiato un piatto simile: il risotto ai fegatini…e..mi era piaciuto ma non del tutto…

Il sapore era ottimo anche per il mio  palato “sceglino” ma solo finché non mi capitavano sotto i denti i pezzetti di fegatini… :-/

De gustibus non est disputandum…o come diceva il grande Totò: “de gustibus non est sputazzendam”..

Sentire dei “bogiolini” di ciccia…proprio non mi convinceva 🙂

E così, pensa e ripensa mi sono detta “caspita ma io adoro i crostini con i fegatini!!! e se condissi la pasta con il patè invece che con i fegatini a pezzetti?”

Come scritto tempo fa qui sul blog, ho provato una nuova ricetta, imparata al corso di cucina maremmana e mi è piaciuta così tanto che l’ho fatta già mia 😀

Questa volta ho cambiato giusto un ingrediente..per curiosità, visto che mi è stato detto che ci sta bene anche un goccio di porto, al posto del vino 😉

ma veniamo ai pici…invece che fare un vero e proprio piatto di pasta, ho preferito delle mini-porzioni, un finger-food…un picio al cucchiaio, ecco 🙂 , quindi ho ridotto all’osso le porzioni per la pasta ma…ho lasciato abbondante il sugo…

Tra le varie critiche che l’Omo mi fa in cucina (ne fa tante ma spesso sono molto utili 😉 ) la più ricorrente è: secondo me hai abbondato con il condimento 😀

Oppure, mangiando un piatto di pasta: secondo me è il sugo con la pasta e non la pasta col sugo 😀

Lo sapete, no, che sono golosa? 🙂 ecco, per quanto io sia d’accordissimo con chi sostiene che ci debba essere equilibrio in un piatto…preferisco abbondare un po’ 🙂

Quindi meglio 1 cucchiaio di sugo in più invece che 1 in meno 🙂

sennò poi…la scarpetta dove la faccio?!!??!? 😀

ingredienti per i pici:

  • 50 g di farina 00
  • 25 g di farina di semola rimacinata
  • 1/2 cucchiaio di olio evo
  • 1 pizzichino di sale (ma ino eh, che sennò la pasta viene troppo dura!!!)
  • acqua qb (circa 1/4 di bicchiere)

Fare la fontana (ina…) con le due farine, aggiungere al centro olio, sale e, mescolando con una forchetta, aggiungere piano piano l’acqua.

Non appena l’impasto inizia a “stare insieme”, si comincia ad impastare con le mani, per una decina di minuti, finché non si avrà un impasto bello omogeneo e morbido.

Lasciar riposare un pochino l’impasto e nel frattempo preparare il sugo.

Per il condimento dei pici, serviranno un paio di cucchiai di patè ma…potevo forse farne una minima quantità??? Certo che no! 🙂

Ne ho fatto in abbondanza per gustarcelo anche sul pane, debitamente tostato ed agliato 😉

ingredienti per il sugo ai fegatini (se volete, qui c’è una sequenza fotografica dei passaggi fondamentali che può essere di aiuto…non si nasce tutti “imparati”, no? magari a qualcuno può tornare utile 😉 ):

  • 400 g circa di cuori e fegatini di pollo
  • 1 spicchio d’aglio
  • 1 cipolla
  • salvia
  • rosmarino
  • lardo
  • 4 filetti di acciuga
  • capperi
  • olio evo
  • sale e pepe
  • Porto

Lavare e pulire i fegatini, togliendo i “grassini” e  le sacche del fiele, occhio a non romperle…o diventerà tutto talmente amaro da essere immangiabile (l’esperienza insegna 😉 ). Tagliare il tutto grossolanamente.

In una padella far rosolare un fondo di aglio tritato, cipolla tritata, 2 foglie di salvia e poco rosmarino, 1 fettina di lardo, acciughe e un cucchiaio di capperi.

Aggiungere i fegatini a fuoco vivo, salare e pepare. Sfumare con il porto (ne servirà pressapoco 1/2 bicchiere).

Portare a cottura aggiungendo, se necessario, un po’ di acqua calda o di brodo.

Tritare il tutto con il frullatore ad immersione (o con il mixer) e tenere in caldo.

E torniamo ai nostri amati pici 😉

Stendere l’impasto con il mattarello, tagliare con il tarocco a striscioline larghe poco meno di 1 cm e filare i pici, rollando i rotolini con il palmo delle mani sulla spianatoia. Adagiarli su un vassoio con un po’ di semola per non farli attaccare.

Lessarli in acqua bollente salata finché non torneranno a galla, scolarli e passarli nella padella con il sugo ai fegatini. Servirli subito:

100_3248- 100_3249-

come si vede, non mi sono fatta mancare niente in questo finger food 😉 e ad accompagnare il picio al cucchiaio c’erano anche 3 crostini di pane tostato, agliato e spalmato di fegatini ^_^

 

avrei potuto fare la “ganza” e servire un picio arrotolato e aggiungere sopra un cucchiaino di sugo ai fegatini…si, avrei potuto ma poi…non mi sarebbe piaciuto 🙂

come scritto sopra, a me piacciono le cose belle condite, ben insaporite..e un picio (ma anche uno spaghetto o una bella tagliatella fatta in casa) mi piace di più se si è tuffato nel sugo, e non se l’ha visto solo di sfuggita 😀

con questa ricettina vorrei partecipare al contest di Sabrina e di Cristina, dedicato al quinto quarto:

baciotti e buona giornata!

firma

Le Arancine….dei miei stivali!! o Gli Arancini!??!?

Le Arancine….dei miei stivali!! o Gli Arancini!??!?
Le Arancine….dei miei stivali!! o Gli Arancini!??!?

Quando all’inizio del mese ho visto il tema della nuova sfida…ho esultato..come sempre 😀

sò ripetitiva, eh!!! 😀

mtc novembre arancine

Buoni gli arancini!

Anzi no! buone lE arancinE 😀

mai fatte prima d’ora….

mangiate però si 😀

tante volte 🙂

a Lampedusa tanti anni fa….

a Lipari, sempre tanti anni fa….

da un annetto a questa parte, di tanto in tanto, quelle che prepara Roberto, un amico palermitano che ha una pizzeria/rosticceria/di tutto un po’ (Il Picchio Pacchio) vicino all’agenzia nella quale lavoro 😀

e le sue sono così buone che gli ho subito chiesto il suo segreto, gli ho chiesto consigli su come farle…

poi, rimanda rimanda, sono arrivata quasi alla fine del mese e la settimana passata ho deciso di mettermi all’opera:

seguendo alla lettera (mi riesce solo con l’EmmeTiChallenge…Donne, siete un portento!!!!!!) la ricetta di Pupaccena la sera del mercoledì mi sono messa all’opera: ho fatto il ragù, ho aggiunto i piselli, ho cotto il riso (ho usato il carnaroli….altro non avevo…mi personate?)…ho scelto il secondo ripieno: pancetta affumicata, caciotta maremmana e besciamella….

Ho lasciato i sughi e il riso in frigorifero a raffreddare…in teoria fino al giorno dopo (giovedì)….

in teoria, appunto….

perché giovedì me ne sono stata per più di metà giornata a zonzo con mia mamma a cercare un frigo nuovo per la sua casa, che quello vecchio (aveva ben 27 anni) ha deciso di punto in bianco di passare a miglior vita…

e poi, puntatina al supermercato per farle vedere dei calici da vino: rossi, stupendi..che alla fine, non so come (giuro!!!!), mi hanno seguita fino a casa 😀

e poi…al momento del pranzo, tra le chiacchiere e il resto, mi sono DIMENTICATA del riso che era in frigo a raffreddare da più di 12h…. 🙁

e ci siamo fatti un piatto di pasta….tra l’altro anche bellina saporita: salsiccia piccante (di un salumificio/laboratorio di carni suine di qui, di Grosseto: il Vannuccini), robiola e pepe appena macinato..

e il riso per le arancine?

me ne sono dimenticata anche la sera…. 🙁

e anche il giorno dopo….

me ne sono ricordata soltanto il sabato sera…evitiamo commenti sulla mia pessima memoria, per favore?!?!?

così…il sabato sera, dopo cena, dopo aver rigovernato…mi ha assalito un dubbio “ma…sto riso l’avevo preparato o no?!?!?? e il sugo?? e la besciamella?!??!”…

li avevo riposti così bene in frigo (dietro al cestino degli affettati e dietro al barattolo del lievito madre) che…nemmeno si vedevano 🙁

se non altro però….almeno erano bellini freddi e il riso era “gestibile”… 😀 beh, dai, ormai o la buttavo sullo scherzo o buttavo tutto!

Ho preferito la prima soluzione 😉

Per il riso ho seguito le indicazioni di Pupaccena (qui sotto in bordeaux), cambiando soltanto il tipo di riso: carnaroli al posto di quello originario e facendo 1/4 della dose

Per il riso
1 kg di riso originario (alcuni usano il Roma)
2,5 l circa di brodo vegetale (con carota, cipolla, sedano)
una bustina di zafferano
50 g di burro
50 g di parmigiano grattugiato
una cipolla medio-piccola
olio evo q.b.
sale q.b.

I ripieni:

ragù di carne e piselli (ho seguito la mia solita ricetta, aggiungendo semplicemente i piselli)

pancetta affumicata, caciotta maremmana e besciamella

Per la lega:
800-900 ml d’acqua
la metà di farina
una manciata di sale

Per la panatura:
700-800 g di pangrattato

Per la frittura 
3 l di olio di semi di mais

Il riso va preparato con qualche ora d’anticipo, perché al momento della preparazione delle arancine dev’essere ben freddo.
Preparare il brodo vegetale con gli aromi. Una volta pronto, rimuovere la carota, il sedano e la cipolla di cottura e sciogliere lo zafferano nel brodo. Regolare di sale.
In un tegame capiente, dare un giro abbondante di olio evo e fare appassire la cipolla tagliata finemente. Versare il riso e fare tostare un pochino. Versare nel tegame buona parte del brodo, non tutto in modo da poterne aggiungere all’occorrenza regolandosi in funzione del tipo di riso e della sua cottura. 
Fermare la cottura quando il riso sarà al dente e si presenterà piuttosto compatto (ovvero non dev’essere cremoso come un tipico buon risotto!). Immergere il tegame nel lavello riempito d’acqua fredda (evitando che l’acqua entri all’interno) e mantecare con il burro e il parmigiano grattugiato. Se serve, per abbattere la temperatura ed evitare che il riso continui a cuocere, rinnovare l’acqua fredda dentro il lavello.
Una volta tiepido, versare il riso dentro una teglia e lasciare da parte affinché raffreddi completamente. Poi coprire con carta d’alluminio e conservare in frigorifero per almeno 3-4 ore.

Per il ragù, vi rimando direttamente alla ricetta che faccio da un po’ di tempo, aggiungendo semplicemente pochi minuti prima del termine della cottura i pisellini 😉

Per il secondo ripieno ho preparato la besciamella e mentre si raffreddava ho semplicemente tagliato a dadini la pancetta affumicata e la caciotta maremmana.  Ho poi cotto la pancetta in una padellina antiaderente finché è diventata bellina croccante…questo per me è un passaggio TERRIBILE…adoro la pancetta affumicata e se la faccio croccante…è la fine…è più quella che mangio che quella che resta 😀 maledetta gola!!!!

Ho poi mescolato insieme besciamella, caciotta e pancetta.

E ora..il “pezzo meglio”: l’ASSEMBLAGGIO 😀

Prima di tutto disporre a portata di mano tutti gli ingredienti necessari e attrezzarsi di vassoi, teglie, scodelle…. la preparazione delle arancine è una specie di catena di montaggio (bella in compagnia!) che diventa più piacevole, o comunque meno stressante, se preventivamente organizzata.

Cominciare dalla preparazione della “lega”. Si tratta della pastella di acqua e farina che serve a sigillare l’arancina e a creare una base per la panatura con il pangrattato che aiuterà a conferire doratura, spessore e croccantezza al punto giusto. Versare l’acqua in una scodella profonda, aggiungere la farina, una bella manciata di sale e amalgamare bene con una frusta. Tenere da parte e passare alla creazione delle arancine.

Ci sono vari modi per formare e farcire le arancine, questo secondo me è il procedimento più semplice anche per chi le fa per la prima volta ed è anche quello che consente di organizzare e distribuire meglio il lavoro. Perché in pratica bisogna prima fare tutte le sfere o gli ovali, poi fare il buco, poi farcirle.  

Premesso che le arancine possono essere enormi (da noi c’è un Bar che fa anche l’arancina-bomba!), normali (che comunque sono grandi!) e mignon (di solito come antipasto… o per la colazione dei palermitani più virtuosi!), con una mano prendete un po’ di riso in base alla grandezza dell’arancina che desiderate. Poi, girando con tutte e due le mani, formate una palla se volete farle alla carne, oppure date una forma ovale se volete farle al burro. Se volete farle miste, conviene comunque procedere facendole prima tutte in un modo e poi nell’altro.
Posate la “futura” arancina su un vassoio e ricominciate fino a terminare il riso. Lasciatele riposare per una mezz’ora, in modo che raffreddino (anche se il riso era freddo di frigo, col calore delle mani si saranno un po’ scaldate) e che il riso si compatti rendendo poi più facile la farcitura.

Tenendo la palla di riso con una mano, con il pollice dell’altra mano create un buco in alto e al centro e cominciate ad allargarlo spingendo sia verso il basso che sui lati. Posate nuovamente la palla di riso sul vassoio e passate alle altre, fino a completarle tutte. 
Se prevedete di fare anche quelle ovali, procedete con queste prima di passare al ripieno delle precedenti. In questo caso, con il pollice occorre fare una pressione al centro per lungo, spingendo anche in questo caso verso il basso e sui lati.

A questo punto passare alla farcitura. Anche in questo caso, se le prevedete di due tipi, procedere prima con tutte quelle di un tipo poi con tutte quelle dell’altro tipo.
Con la punta delle dita prendere un po’ di ragù con i piselli e inserirle all’interno del buco precedentemente creato. 
Poi chiudere l’arancina: un po’ spingendo “la conza” – il condimento – verso il basso, e un po’ cercando di portare in avanti il riso per chiudere l’arancina. Girare l’arancina tra le mani per darle la forma e per rendere la superficie liscia e compatta, senza buchi o piccole fessure. Posare l’arancina con il ripieno sul vassoio e passare ad un’altra, fino a completarle tutte.
Al termine, lavare le mani e ripetere l’operazione con un eventuale secondo ripieno.

Ecco…questa fase mi ha creato non pochi problemi…io in genere faccio i supplì, seguendo la ricetta di una vecchia amica romana di mia mamma che al riso avanzato aggiungeva un uovo per tenerlo insieme…

stavolta ho avuto non poche difficoltà a compattare il riso 🙁 alla fine ho risolto (più o meno) tenendo una ciotolina con dell’acqua sul tavolo e quando sentivo che il riso si appiccava un po’ troppo alle mani, le inumidivo e ripartivo 🙂

eh beh..d’altra parte mica le avevo mai fatte prima, si vede che stavolta la fortuna della principiante ha fatto da nesci 😀

Quando tutte le arancine saranno pronte sul vassoio, passare alla “lega”. Dare qualche colpo di frusta alla pastella per riprendere l’amalgama di acqua e farina e a questo punto immergere singolarmente le arancine dentro la lega, poggiandole poi sul vassoio, fino al completamento dell’operazione per tutte le arancine. Io preferisco separare lega e panatura per fare in modo che la lega scoli un pochino dall’arancina al vassoio e non finisca a fiotti dentro il pangrattato creando un mezzo pappone che poi finisce sulla superficie delle arancine. Scolando, tra l’altro, la lega resta uno strato sottile, sottile sarà la panatura e sottile e croccante sarà la crosticina finale.

E ora la panatura.

Versare il pangrattato dentro una teglia e, ad una ad una, passare ogni singola arancina dentro il pangrattato, pressandole bene con le mani per “saldare” bene lega e pangrattato, per rendere compatta la superficie delle arancine e, all’occorrenza, per riprenderne un pochino la forma.

uff…che fatica!!!

sono arrivata alla fine…quasi!

Già..perché il sabato sera mi sono “ricordata” di tutto l’ambaradan in frigo e ho assemblato il tutto…ma poi ho rimesso le mie arancine in frigo fino alla domenica..potevo mica mettermi a friggere alle 11 di sera!?!?!? Va bene che sono golosa ma…insomma!!!

E così, ho rimandato l’ultima fase alle 13.30 della domenica, orario in cui sono rientrata dal lavoro…ero sola, l’Omo era via e sarebbe tornato solo nel pomeriggio 😀 potevo godermi le MIE ARANCINEEEE!!!

E finalmente la frittura!
Versare l’olio in una friggitrice o in un tegame piuttosto alto. Quando l’olio sarà ben-ben-ben caldo, immergere le arancine per 2-3 minuti o comunque fino a quando non risulteranno dorate in superficie.

Soddisfazione immensa e palato più che soddisfatto…la prossima volta però…ci riuscirò a farle in un paio di giorni invece che in 5 giorni 5!??!?!?!? ^_^

eheheehh, dite la verità….voi non sareste state/i capaci di allungare così tanto i tempi! 😀

besos a todos e…..alla prossima, non con le arancine però! 😀

Fissler Master Blogger…che aspetti?

Fissler Master Blogger…che aspetti?

ISCRIVITI A FISSLER MASTER BLOGGER, IL PRIMO CONTEST CHE ESCE DAL WEB!

Fissler Master Blogger è un grande contest che esce dal web per spostare la sfida su un palcoscenico reale, costituito dai negozi selezionati per l’evento. Iscriviti compilando la cartolina che trovi cliccando sul banner e diventa protagonista del nostro evento! Ogni evento sarà un contest vero e proprio, “arbitrato” eccezionalmente da uno chef Fissler che condurrà la gara fino a decretare il vincitore della tappa. Potrai vincere prodotti Fissler e firmare un libro di ricette 2.0!

ciao!!!

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...